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Stellantis, seduta nera in Borsa: 22 miliardi di oneri e stop al dividendo

di Redazione
Il titolo crolla fino al 29% a Piazza Affari dopo l’annuncio di 22 miliardi di oneri. Stop al dividendo nel 2026 e mercato in allarme.

Giornata pesante per Stellantis a Piazza Affari, dove il titolo è stato travolto da un’ondata di vendite e ha ceduto fino al –28,9%, scivolando sotto quota 6 euro e finendo in asta di volatilità. In una sola seduta il gruppo ha visto bruciare quasi 6,8 miliardi di euro di capitalizzazione, con una valutazione ridotta a circa 16,8 miliardi.

A innescare il crollo è stato l’annuncio di una profonda revisione della strategia sull’elettrico, che comporterà oneri straordinari per 22–22,2 miliardi di euro tra svalutazioni e rettifiche. Una scelta che segna una netta discontinuità rispetto ai piani precedenti e che il mercato ha immediatamente scontato in termini di rischio e sostenibilità finanziaria.

L’amministratore delegato Antonio Filosa, intervenendo in call con gli analisti, ha ammesso che il ritmo della transizione energetica è stato «sovrastimato», con il risultato di allontanare l’offerta dalle reali esigenze del mercato. Per far fronte al riposizionamento, Stellantis ha pianificato uscite di cassa per 6,5 miliardi di euro nei prossimi quattro anni e ha autorizzato l’emissione di obbligazioni ibride perpetue fino a 5 miliardi, con l’obiettivo di rafforzare la struttura patrimoniale.

Conti in rosso e stop alla cedola 2026

Il mercato ha reagito negativamente anche alla decisione di sospendere il dividendo nel 2026, scelta legata alle perdite attese sull’esercizio 2025. Le stime preliminari per il secondo semestre indicano infatti un rosso compreso tra 19 e 21 miliardi di euro, con un risultato operativo rettificato negativo fino a 1,5 miliardi, a conferma dell’impatto degli oneri straordinari sui conti del gruppo.

Exor giù e riposizionamento industriale

Il clima di incertezza ha coinvolto anche Exor, azionista di riferimento, che ha ceduto oltre il 5% ad Amsterdam. Sul fronte operativo, la nuova gestione prevede un riposizionamento industriale significativo: diversi progetti legati esclusivamente all’elettrico verranno cancellati o rinviati, a favore di una maggiore focalizzazione su modelli ibridi e termici più efficienti, in linea con l’andamento della domanda.

«Prevediamo di tornare redditizi a livello di gruppo nel 2026», ha affermato Filosa, riconoscendo al tempo stesso una forte pressione competitiva in Europa, soprattutto sul fronte dei prezzi. Tutti i dettagli della nuova strategia e le valutazioni sul portafoglio marchi saranno presentati il 21 maggio 2026, in occasione dell’Investor Day.

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