UniCredit, l’utile netto vola oltre i 10 miliardi. Nuovo slancio per il piano “Unlimited”
di Matteo ScolariUniCredit archivia il 2025 come il miglior anno della sua storia, superando le attese su tutte le principali metriche operative e finanziarie e aprendo ufficialmente la transizione dal piano “UniCredit Unlocked” al nuovo ciclo strategico “UniCredit Unlimited”. I risultati approvati dal Consiglio di Amministrazione e comunicati oggi mostrano un utile netto pari a 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto all’anno precedente, con un RoTE al 19,2% e distribuzioni complessive per 9,5 miliardi, di cui 4,75 miliardi in dividendi.

Il gruppo, che in Italia rappresenta il principale contributore ai risultati consolidati, ha registrato nel 2025 una redditività in aumento, con un utile netto di 4,52 miliardi di euro, in crescita del 3,6% su base annua, sostenuto dal buon andamento delle commissioni e dal risultato della gestione assicurativa, che hanno compensato il calo del margine di interesse legato alla discesa dei tassi. Nel mercato domestico, i ricavi da commissioni e assicurazione sono saliti del 6,5%, confermando il progressivo riequilibrio del modello di business verso fonti di ricavo più stabili.
«UniCredit ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025 – ha dichiarato l’amministratore delegato Andrea Orcel – raggiungendo 10,6 miliardi di utile netto, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale, e superando le nostre stesse aspettative. Questo risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi, anticipati per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo». Orcel ha sottolineato come la banca abbia chiuso l’anno con un CET1 ratio del 14,7% e una distribuzione agli azionisti «tra le migliori nel settore», confermando la solidità patrimoniale del gruppo.

Nel solo quarto trimestre, UniCredit ha realizzato ricavi netti per 5,3 miliardi di euro e un utile netto di 1,8 miliardi, penalizzato dalla contabilizzazione di costi straordinari legati a coperture e integrazioni, ma con segnali di tenuta operativa e di crescita dei volumi di prestiti e depositi, in particolare in Italia. La qualità degli attivi resta solida, con un rapporto tra esposizioni deteriorate nette e crediti totali all’1,6% e un costo del rischio pari a 15 punti base sull’intero esercizio.
Guardando al futuro, UniCredit entra nel 2026 con un nuovo piano che punta ad accelerare la crescita redditizia e le distribuzioni, mantenendo l’Italia come mercato chiave. Per il FY26 il gruppo si attende ricavi netti superiori a 25 miliardi di euro e un utile netto di circa 11 miliardi, con un RoTE oltre il 20%, mentre l’ambizione per il 2028 è raggiungere 13 miliardi di utile netto, un RoTE superiore al 23% e distribuzioni cumulative fino a 50 miliardi nei prossimi cinque anni. Una traiettoria che rafforza il posizionamento di UniCredit anche nel contesto economico italiano, in una fase di crescita moderata ma sostenuta dalla domanda interna e dagli investimenti del PNRR.
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