Federica Pellegrini: «Questa Olimpiade toccherà luoghi che porto nel cuore»
di Matteo ScolariL’inaugurazione dell’Anno Accademico 2024/2025 dell’Università di Verona, tenutasi il 7 febbraio al Polo Zanotto, ha visto la partecipazione di ospiti illustri del mondo della cultura, dell’imprenditoria e dello sport. Tra questi, il cantautore Roberto Vecchioni, l’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo, il presidente del CONI Giovanni Malagò e icone dello sport italiano come Sara Simeoni e Federica Pellegrini.
Proprio la campionessa olimpica veneta, veronese d’adozione, è stata protagonista di un momento speciale, parlando delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, che segneranno il ritorno dei Giochi Olimpici in Veneto dopo settant’anni. Con la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e l’apertura delle Paralimpiadi previste a Verona, la città scaligera si prepara a essere sotto i riflettori del mondo intero.

Federica, manca un anno esatto alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Dopo settant’anni, i Giochi tornano in Veneto, con Verona protagonista. Qual è l’emozione di questo grande evento?
È un’emozione incredibile! Per me, che sono veronese d’adozione, e per tutta la città. Verona sarà al centro dell’attenzione mondiale, anche perché ospiterà eventi di grande rilievo come la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e l’apertura delle Paralimpiadi. Piazza Bra e l’Arena diventeranno il fulcro di questa edizione italiana dei Giochi. Questo significa che dobbiamo farci trovare pronti: ormai mancano solo 364 giorni e il tempo stringe.

La manifestazione di presentazione “One Year To Go” a Milano ha visto la partecipazione di personalità importanti, tra cui il presidente del CIO, Thomas Bach. Che atmosfera si è respirata?
È stata una cerimonia importante. Thomas Bach ha incontrato i ministri a Roma per ottenere tutte le garanzie che Milano-Cortina fosse pronta ad accogliere le Olimpiadi, e ha ricevuto rassicurazioni in tal senso. Era molto soddisfatto. Ieri, durante l’evento, si è iniziato davvero a respirare l’aria olimpica. Per chi, come me, ha vissuto da atleta queste emozioni, significa entrare nel vivo di un appuntamento che sarà storico.
Questa sarà la tua prima Olimpiade vissuta da spettatrice e non da atleta. Che effetto fa?
Sarà sicuramente emozionante, in modo diverso ma comunque molto intenso. Questa Olimpiade toccherà luoghi che porto nel cuore: Verona, dove vivo ormai da vent’anni, Livigno, che è come una seconda casa per me, e le Dolomiti. Sarà un’Olimpiade quasi “di casa”, della porta accanto, ed è incredibile poterla vivere con questa prospettiva.
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