Fedrigoni, bilancio 2023: nonostante il calo dei ricavi, il gruppo cresce dell’8% sull’EBITDA 

di Redazione
Fedrigoni ha chiuso il 2023 con 1,8 miliardi di euro di fatturato proforma, in calo del 10% rispetto ai 2 miliardi del 2022 calcolati sullo stesso perimetro ma con 338 milioni di euro di EBITDA proforma (in crescita dell’8% rispetto ai 314 milioni dell’anno prima), passando dal 15,4% al 18,7% di EBITDA margin e dimostrando…

Il Gruppo Fedrigoni – tra i maggiori operatori al mondo nelle etichette e nei materiali autoadesivi premium, nelle carte speciali per il packaging di lusso e altre soluzioni creative – ha chiuso il 2023 con un fatturato proforma di 1,8 miliardi di euro (i dati proforma includono il contributo per 12 mesi di Tageos e Arjowiggins China ed escludono il business dell’ufficio che è attualmente in vendita) divisi tra i 1.100 milioni della business unit Self-Adhesives e i 708 milioni delle Special Papers, in calo dell’11% rispetto ai risultati record del 2022 (2,049 miliardi di euro calcolati sullo stesso perimetro) ma con margini in aumento.

Il proforma EBITDA infatti è salito dell’8% dai 314 milioni di euro del 2022 ai 338 milioni del 2023 (con un EBITDA margin passato dal 15,4% al 18,7%), dimostrando la solidità e la profittabilità dell’azienda nonostante la flessione delle vendite e dei volumi in entrambi i business della multinazionale. Uno dei fattori chiave nella strategia di crescita è la scala sempre più globale del Gruppo, sia in termini di presenza di uffici e siti produttivi in 28 paesi sia in termini di diversificazione dei ricavi, che provengono per il 21% dal mercato italiano, per il 49% dal resto d’Europa e per il 30% dal resto del mondo.Il 2024 è partito con segnali di ottimismo: il primo trimestre registra infatti una crescita di volumi in entrambe le business unit con ricavi stimati pari a 470 milioni di euro, in crescita del 10,9% rispetto al Q4 2023 e del 2,4% rispetto al Q1 2023. L’EBITDA stimato è pari a 81 milioni di euro, in crescita del 5,7% dal Q4 2023 e del 16,9% dal Q1 2023 (i dati relativi al Q1 sono da intendersi preliminari, non soggetti a revisione e subject to change). Sono positivi anche i risultati degli ultimi 12 mesi (da aprile 2023 a marzo 2024) dove il Gruppo stima ricavi proforma per 1,825 miliardi, un proforma EBITDA di 356 milioni e un EBITDA margin pari al 19,5%.

Oggi Fedrigoni conta 5.500 persone in 28 Paesi, 73 tra stabilimenti produttivi e centri di taglio e distribuzione e 25.000 prodotti distribuiti in 132 paesi; è il primo operatore a livello globale sia nelle carte speciali per il luxury packaging sia nelle etichette premium per i vini, il terzo nelle soluzioni autoadesive per usi industriali e il secondo nelle carte per l’arte e il disegno.

«Il 2023 è stato un anno di grande volatilità, determinato da instabilità geopolitica, eccesso di scorte in molte catene del valore e contesto macroeconomico sfavorevole – commenta Marco Nespolo, amministratore delegato di Fedrigoni -. Ciononostante, abbiamo continuato a guadagnare quote di mercato in tutti i settori e in tutte le aree geografiche, chiudendo l’anno con risultati finanziari stabili, e abbiamo dimostrato ancora una volta la resilienza del nostro modello di business. L’agilità dei processi e l’attenzione all’innovazione, alla sostenibilità, all’eccellenza dei prodotti, alla vicinanza al cliente e all’acquisizione di nuove competenze e tecnologie, sostenute dall’esperienza e dalla passione delle nostre persone, ci hanno permesso di rafforzare ulteriormente la nostra posizione di player di riferimento a livello globale. Guardando al 2024 – aggiunge Nespolo – il primo trimestre è partito positivamente, con una ripresa della domanda. Tuttavia, ci troviamo ancora in un contesto di mercato fortemente volatile e di grande instabilità geopolitica a causa dei conflitti mondiali in cui agilità e adattabilità rimangono fondamentali: ci aspettiamo che questo andamento schizofrenico dei mercati caratterizzerà i prossimi anni, con grosse oscillazioni degli ordini, per cui sarà necessaria molta più flessibilità».

Il grande focus al piano industriale ha portato Fedrigoni a non arretrare di un passo sulle proprie strategie di crescita, nonostante il rallentamento della domanda dell’anno scorso. Tra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024 sono state infatti portate a termine quattro operazioni di M&A in tre continenti, e due operazioni finanziarie che hanno ulteriormente migliorato la già solida struttura patrimoniale.

Sul fronte della struttura del capitale, a inizio anno Fedrigoni ha concluso con successo, e a condizioni molto più favorevoli, il rifinanziamento di un prestito obbligazionario a tasso variabile da 665 milioni di euro e ha aumentato in modo significativo la propria liquidità attraverso un’operazione di sale&leaseback dei propri impianti industriali.

Queste operazioni finanziarie hanno consentito di liberare risorse e imprimere una nuova accelerazione alle M&A. Il Gruppo ha infatti consolidato l’acquisizione del Centro di Ricerca e sviluppo di Voiron in Francia e dello stabilimento di Arjowiggins China, specializzato nella produzione di carte traslucide (entrambi già parte del Gruppo Arjowiggins), e sono state acquisiti alcuni asset di Mohawk, secondo operatore nel settore delle carte speciali in Nord America. Infine, Fedrigoni ha acquisito – nell’ambito del suo programma di corporate venture capital – una partecipazione di minoranza in SharpEnd, startup britannica di primo piano nelle soluzioni IoT e connesse.

Sostenibilità

L’intera strategia di Fedrigoni è permeata da obiettivi ambiziosi e un impegno costante sulle tematiche di sostenibilità, che vedono tra le sfide maggiori quella della transizione energetica, dove il Gruppo mira a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. L’approccio della multinazionale, chiamato “Making Progress”, prevede una roadmap di target da raggiungere entro il 2030, tracciando in modo rigoroso, granulare e trasparente tutti i progressi: dalla riduzione del 30% delle emissioni di CO₂ (obiettivo approvato da SBTI), al consumo di acqua (che si vuole ridurre del 10% in termini di prelievo restituendone il 95% pulito all’ambiente), dalla gestione dei rifiuti in ottica di piena circolarità (obiettivo zero rifiuti mandati in discarica), a un’offerta di prodotti che preveda il 100% di carte speciali riciclabili certificati Aticelca e materiali autoadesivi adatti alla riciclabilità o al riuso certificati Recyclass. In ambito sociale la priorità riguarda la prevenzione degli infortuni (nel 2023 a livello di Gruppo l’indice di frequenza è sceso del 17,7%, passando da 13,3 a 11), la riduzione del gap di genere (per arrivare al 35% di donne in posizioni manageriali) e la promozione di un ambiente inclusivo e di apprendimento per le 5.500 persone dell’azienda.

Per il secondo anno consecutivo l’agenzia internazionale Ecovadis ha riconfermato il Rating Platinum, che posiziona Fedrigoni nell’1% delle aziende della stessa industria per performance ESG, conferendo anche un ulteriore riconoscimento con la certificazione di Leader nella categoria Carbon Management. Inoltre, S&P Global ha collocato il Gruppo all’interno del Sustainability Yearbook 2024, che include solo l’8% delle oltre 9.400 aziende valutate nella Corporate Sustainability Assessment 2023.

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