Fieragricola Tech, appuntamento a Veronafiere il 29 e 30 gennaio 2025

di Redazione
Il focus della fiera, in particolare, si concentra su specifiche aree tematiche legate alla digitalizzazione in agricoltura, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili, biostimolanti e sistemi di biocontrollo, settori in forte crescita, trainati dagli obiettivi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Innovazione, formazione, business e tecnologie per un’agricoltura sempre più sostenibile. Sono gli ingredienti di Fieragricola Tech, evento di Veronafiere in programma il 29 e 30 gennaio 2025, che grazie alla formula consolidata dell’Expo-conference permette di coniugare aree espositive e spazi per la formazione smart dedicata all’impresa agricola, agli allevatori, agli agronomi, agrotecnici, imprenditori agromeccanici, professionisti delle energie rinnovabili da fonte agricola.

Il focus, in particolare, si concentra su specifiche aree tematiche legate alla digitalizzazione in agricoltura, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili, biostimolanti e sistemi di biocontrollo, settori in forte crescita, trainati dagli obiettivi della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Per Fieragricola Tech si tratta della quarta edizione, dopo il debutto sperimentale nell’edizione 2022 all’interno di Fieragricola e una presenza annuale nel calendario di Veronafiere, con una declinazione negli anni dispari autonoma rispetto alla tradizionale Fieragricola, la storica (e più ampia) rassegna espositiva internazionale di agricoltura, che affonda le radici nel 1898.

«L’ultima edizione, all’interno di Fieragricola 2024 – dichiara Raul Barbieri, direttore commerciale di Veronafiere – ha certificato l’exploit del segmento “Tech”, quasi raddoppiando il numero di espositori, passati dai 65 dell’edizione 2023 ai 106 presenti quest’anno, a conferma di un trend in crescita e di un approccio degli operatori agricoli orientato a potenziare il ricorso della digitalizzazione in agricoltura, alla gestione razionale delle risorse idriche, all’ampliamento delle energie rinnovabili e delle cosiddette biosolutions, con una marcata presenza di buyer esteri, fortemente interessati all’innovazione».

Agricoltura 4.0, un mercato in crescita

Le rilevazioni dell’agricoltura digitale, elaborate dall’Osservatorio Smart Agri-food del Politecnico di Milano, anche nel 2023 hanno tracciato una parabola positiva, con investimenti cresciuti del 19% sull’anno precedente, proiettando l’universo dell’Agricoltura 4.0 a un fatturato di 2,5 miliardi di euro in Italia, nonostante il rialzo dei tassi e gli scenari congiunturali non sempre favorevoli. A livello mondiale, il peso dell’agricoltura di precisione sale a 10 miliardi di euro, con la prospettiva di raddoppiare entro il 2030.

«Gli investimenti stanno disegnando una differente composizione del mercato rispetto al passato – commenta con l’Ufficio stampa di Fieragricola la professoressa Chiara Corbo, condirettrice dell’Osservatorio Smart Agri-food del Politecnico di Milano –. La Superficie agricola utile coltivata con tecnologie digitali è passata dall’8% del 2022 al 9% del totale nel 2023: un incremento in realtà modesto in termini di Sau, ma che denota comunque consapevolezza da parte delle aziende agricole sul ruolo della digitalizzazione, con imprese in parte più mature negli investimenti. Lo scorso anno, in particolare, abbiamo registrato uno spostamento della tipologia degli investimenti dalle macchine connesse e dai sistemi di monitoraggio dei mezzi alle soluzioni di software gestionali e ai sistemi di mappatura di coltivazioni e terreni».

Due i trend di interesse in tema di digitalizzazione. Da un lato, appunto, «l’attenzione ai sistemi di monitoraggio, di supporto alle decisioni e di tracciabilità nel processo dal campo alla tavola», specifica la professoressa Corbo, mentre dall’altro «sembra avanzare l’interesse per le soluzioni legate al carbon farming, con la ricerca da parte di diversi attori dell’Agricoltura 4.0 di individuare modelli in grado di valutare la quantità di carbonio stoccato e che potrebbe rappresentare una ulteriore fonte di reddito green per le imprese agricole».

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