Sparkasse, Moroder: «Siamo altoatesini, ma ci consideriamo una banca del Nord Est»
di adminNell’ambito della 19^ edizione della Settimana Veronese della Finanza è intervenuto per parlare di settore bancario anche Moritz Moroder, responsabile Direzione Commercial Banking di Sparkasse – Cassa di Risparmio di Bolzano.
L’anno prossimo festeggerete i 170 anni della vostra banca: una storia molto lunga, no?
Sì, direi che Sparkasse si può considerare una banca storica. Siamo orgogliosi di quest’anniversario. Sparkasse è nata come come tutte le casse di risparmio in Italia e nel 1992 è stata trasformata in SpA. Oggi abbiamo la nostra Fondazione la “Mamma Fondazione”, che per noi è molto importante perché è molto attiva sul sociale, un aspetto molto importante anche per i nostri clienti.
Ricordiamo alcuni numeri: voi avete una rete di oltre cento filiali, di cui undici nel Veronese, e quasi duemila collaboratori. Dei numeri importanti, no?
Assolutamente sì. La Cassa di Risparmio di Bolzano ha acquisito la maggioranza delle quote di CB Bank, diventano gruppo Sparkasse, che effettivamente conta quasi duemila collaboratori. Come Sparkasse abbiamo 105 filiali, di cui ben undici nel territorio veronese, sia in città che nei distretti un po’ più periferici.
In cosa, secondo lei, la vostra banca è differente rispetto ad altre già presenti sul territorio?
Senza alcuna presunzione direi che siamo veramente la banca del Nord Est, territorio che infatti curiamo dal Brennero fino al Friuli, passando naturalmente per Verona. Siamo diversi perché siamo una banca territoriale locale vicina alla alla clientela, rimanendo però una struttura specialistica con tantissime competenze che non ha nulla da invidiare alle banche nazionali. Quindi siamo vicini al territorio ma con dei servizi che sono veramente di altissimo livello.
Le PMI costituiscono un’ossatura importante di tutta l’italia. Per queste realtà gli ultimi anni sono stati particolarmente impegnativi, dal rincaro dei costi energetici, all’innalzamento dei tassi fino alle tensioni geopolitiche. Come banca siete stati vicini alle aziende, in questo periodo complesso?
Direi proprio di sì. Per quanto riguarda i tassi, noi siamo stati elogiati dai privati in modo particolare perché i nostri mutui fatti ai privati sono stati fatti per la maggior parte a tasso fisso. Quindi questi clienti oggi sono in una situazione confortevole e non hanno subito degli aumenti delle rate. Anche le PMI, per quello che potevano, hanno fatto qualche tasso fisso, però noi siamo stati fra i primi a proporre delle moratorie. Quindi siamo venuti incontro alle chiare difficoltà che le imprese dovevano affrontare facendo queste moratorie e poi dando dei prestiti specifici per il caro energia. Allo stato attuale, in sintesi, direi che il nostro sostegno è stato apprezzato e quindi continuiamo su questa strada.
Passiamo al caro energia: immagino che siate impegnati anche su questo fronte. State cercando anche voi di coinvolgere le vostre imprese verso questa direzione?
Assolutamente sì. Come da normativa abbiamo anche incaricato un responsabile ESG Banca e altre figure dedicate, ma al di là della normativa crediamo fortemente in questi valori. Recentemente ho partecipato a un incontro in provincia di Bolzano dove hanno presentato un rapporto dell’OCSE, al quale abbiamo collaborato anche noi. Stiamo facendo tanto, sia all’interno della nostra banca, quindi assumendo degli atteggiamenti sostenibili, ma anche sviluppando dei prodotti e delle iniziative che portano i nostri clienti verso la transizione. Dunque non finanziamo solo quello che è green, ma anche quelle iniziative che mirano a portare le imprese verso questo cambiamento.
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