Banca Vallagarina. Poli: «Cresciamo insieme e a fianco ai nostri territori»

di admin
Nell’ambito della 19^ edizione della Settimana Veronese della Finanza è intervenuto per parlare di settore bancario anche Alberto Poli, direttore commerciale della Cassa Rurale Vallagarina.

Nell’ambito della 19^ edizione della Settimana Veronese della Finanza è intervenuto per parlare di settore bancario anche Alberto Poli, direttore commerciale della Cassa Rurale Vallagarina, che proprio in questo 2023 ha celebrato il suo 125° anno dalla fondazione. Banca Vallagarina, la cui sede centrale è ad Ala, in provincia di Trento, fa parte del Gruppo bancario cooperativo Cassa Centrale.
Quest’anno per voi è un anno particolare, perché celebrate il 125esimo anniversario di nascita del vostro istituto bancario. Non sono mancate le occasioni per celebrare questo appuntamento, giusto?
Sì, esatto. Abbiamo tagliato il traguardo dei primi 125 anni di storia della cassa rurale, che abbiamo celebrato con una serie di eventi e manifestazioni. La nostra è una è una piccola banca di credito cooperativo che si trova tra due territori, quello trentino e quello quello veneto. Abbiamo la sede ad Ala, in provincia di Trento, e lì lavoriamo in particolar modo nella Vallagarina e sugli altipiani Cimbri. Nel Veronese, invece, siamo presenti da oltre trent’anni, nel 1996 sull’altopiano della Lessinia e poi nel Caprinese. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato ulteriormente la banca, ampliando la nostra operatività anche a Verona, a San Pietro in Cariano e, l’anno scorso, anche a Grazzana.
Per le PMI non è stato un triennio facilissimo. Prima l’emergenza Covid, poi i rincari energetici, poi l’innalzamento dei tassi da parte della BCE… fattori che hanno un po’ sconquassato, se non paralizzato, le nostre economie. Qual è stata la risposta della vostra banca?
Il nostro legame col territorio si concretizza in questo. Se nel passato le casse rurali e le banche di credito cooperativo sono nate per sostenere il credito, anche oggi è fondamentale che il gruppo di credito del credito cooperativo si rivolga ai piccoli artigiani, agli agricoltori e alle famiglie. Questo è il nostro “target” di clientela, infatti. Il periodo della pandemia ci ha visto erogare molti prestiti, anche legati ad alcune iniziative governative: abbiamo cercato in tutti i modi di sostenere le famiglie e le imprese con i mezzi che avevamo. Cerchiamo di sostenere il nostro territorio ogni giorno, lavorando nella consapevolezza delle nostre radici, però dobbiamo sempre proiettarci nel futuro e nel far crescere il nostro raggio di azione. Se crescono i nostri territori, cresce anche la banca.

Si sta assistendo, soprattutto negli ultimi anni, a delle grandi aggregazioni bancarie. La vostra banca, invece, è radicata in maniera specifica e identitaria su un territorio. Si può quindi fare banca anche in questo modo?
Sì, e infatti è questa la specificità delle banche di credito cooperativo. Occorre precisare, comunque, che la Cassa fa parte di un gruppo bancario, Cassa Centrale Banca, che nel 2016 ha introdotto questa forma di tutela delle banche minori. Il gruppo ci permette di restare vicini al territorio e impegnarci nell’attività bancaria cercando di coniugarla con il sostegno alle comunità.

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