Verona e le imprese digitali: al passo con il boom del commercio elettronico

di admin
Anche il 2023 si sta chiudendo con dati positivi rispetto alle transazioni via e-commerce, in aumento negli anni e con particolare intensità dalla fase più restrittiva del periodo Covid fino a oggi. I dati rilevati in ambito nazionale dall’Osservatorio Ecommerce B2C, promosso da Netcomm e dal Politecnico di Milano, comunicano che dal 2022 al 2023…

Anche il 2023 si sta chiudendo con dati positivi rispetto alle transazioni via e-commerce, in aumento negli anni e con particolare intensità dalla fase più restrittiva del periodo Covid fino a oggi. I dati rilevati in ambito nazionale dall’Osservatorio Ecommerce B2C, promosso da Netcomm e dal Politecnico di Milano, comunicano che dal 2022 al 2023 si è avuto un balzo in avanti di 13 punti percentuali, tradotti in un totale di acquisti che oltrepassa i 54 miliardi di euro.

I settori di spicco in Italia

Tra i settori di maggiore spicco inseriti in questa tendenza, si trovano Turismo e Trasporti, al 30 per cento in più, ma anche Beauty (11 per cento in più), prodotti editoriali e informatica/elettronica di consumo. I ritmi di crescita di altri settori, come quello alimentare, dell’abbigliamento e dell’arredamento, sono meno rilevanti ma comunque presenti. Il segno, chiaro, proveniente da questi dati è che ci si trova di fronte ad una utenza e a un bacino di consumatori che utilizza la Rete non solo per comprare prodotti di largo consumo a prezzi scontati, ma anche per accedere a servizi di utilità e puro e semplice intrattenimento (dalle pay tv ai giochi).

I motivi della crescita: promozioni e sicurezza delle transazioni web

Prima di passare ad analizzare la situazione del veronese, rilevante ed emblematica del cambiamento in corso a livello nazionale, è bene individuare i motivi per cui il commercio elettronico e di servizi si stia imponendo su quello retail in tutto il Belpaese. Innanzi tutto – come dimostra la scelta di 9 italiani su 10 di ricorrere a portali di comparazione di prezzi e tariffe prima di acquistare online -, è il risparmio di denaro e di tempo a incentivare l’e-commerce. I canali digitali offrono modi di risparmiare che – Black Friday e Cyber Monday a parte – includono nuove pratiche giornaliere, quali programmi cashback, app aziendali, codici sconto, bonus, e così via. Anche la rateizzazione resa possibile da mezzi di pagamento come il noto wallet PayPal alimenta una corsa agli acquisti che spazia dal bene di prima necessità fino al prodotto di lusso (orologi, gioielli, abiti firmati, prodotti hi tech…).

Parlando di PayPal viene inoltre spontaneo menzionare anche il tema della sicurezza dei metodi di pagamento offerti da aziende, marketplace e piattaforme online, i quali includono carte prepagate, codici usa e getta, nonché wallet simili a Paypal, come ad esempio Skrill e Neteller. Si tratta di sistemi di pagamento alternativi al cashless che rispondono a criteri di cybersicurezza anche nei casi di servizi come le assicurazioni, il trading, la compravendita di criptovalute. Allo stesso modo esistono anche prepagate come Postepay, agganciate ai circuiti Mastercard, che rappresentano una modalità preferenziale di pagamento in molti ambiti. Da citare a questo riguardo anche il gioco autorizzato a distanza, ovvero i casinò online con licenza di ADM, rispetto ai quali affidarsi a un metodo di deposito e prelievo sicuro come Mastercard è fondamentale al fine della sicurezza degli utenti e della filiera, anche a causa dell’elevato traffico e agli alti dati di spesa.

La praticità dei pagamenti online, insomma, è tale che negli ambiti più disparati questa ha contribuito a velocizzare il boom del commercio elettronico.

I dati di Verona: imprese in crescita, si sfiora il 60 per cento

Chiarito il quadro nazionale, va detto che i numeri provenienti da recenti ricerche e indagini settoriali confermano come anche nel veronese la situazione del commercio elettronico sia piuttosto rosea, e con ulteriori previsioni di aumento per gli anni a venire.

In particolar modo emerge in modo netto come si sia registrato un evidente picco di aziende online, del 10 per cento e oltre su base annua, con una prevalenza delle start up e delle imprese fondate da giovani under 35. Alla fine del 2022 più di 500 imprese veronesi erano attive online e, dal periodo Covid a oggi, circa 260 attività hanno aperto i battenti in Rete. La Camera di Commercio di Verona ha sostenuto questa transizione al digitale con un supporto di formazione, poiché non tutti gli imprenditori sono da subito in grado di interfacciarsi con le nuove tecnologie.

Se ci si addentra nei settori di principale attività delle aziende online veronesi, spiccano il commercio al dettaglio proposto in forma digitale, ma anche produzione di software, consulenza informatica, ed elaborazione dati. Non solo negozianti che aprono uno shop sul web, dunque, ma anche un profilo di fornitori di servizi specializzati e qualificati. 

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