Metatasse: l’opportunità del credito d’imposta per ricerca e sviluppo

di admin
Abbassare le tasse in modo legale, sicuro e vantaggioso per aumentare il margine di risparmio delle imprese è possibile: è questo uno dei mantra fondamentali del team di Metatasse, specializzato nella gestione efficace del carico fiscale. Di strumenti da mettere in campo per ridurre le tasse a carico delle aziende ce ne sono diversi; purtroppo,…

Abbassare le tasse in modo legale, sicuro e vantaggioso per aumentare il margine di risparmio delle imprese è possibile: è questo uno dei mantra fondamentali del team di Metatasse, specializzato nella gestione efficace del carico fiscale. Di strumenti da mettere in campo per ridurre le tasse a carico delle aziende ce ne sono diversi; purtroppo, come sottolineano a Metatasse, molti imprenditori non conoscono o non sfruttano a dovere le deduzioni e i vari crediti d’imposta presenti nell’universo fiscale italiano, che in effetti non brilla per chiarezza e semplicità. Tra queste soluzioni per il risparmio fiscale, una delle più preziose è per l’appunto in questi anni quella rappresentata dal credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica.

Il credito d’imposta attuale – che come ricordato da Ipsoa è subentrato al vecchio credito d’imposta R&S a partire dalla legge di Bilancio 2023 – resterà in campo per molto tempo, essendo già stato confermato fino al 31 dicembre 2025 per alcuni settori e fino al 31 dicembre 2031 per altri comparti. Nel concreto, questo credito d’imposta risulta fruibile dalle imprese con percentuali variabili dal 5% al 20%, in base alle attività per cui viene richiesto l’incentivo, andando a sfruttare le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Come sottolineano peraltro consulenti di Metatasse, per le imprese del Meridione esiste anche la possibilità di accedere all’aliquota maggiorata del 45%. Lo scopo del legislatore è quello di favorire la competitività delle imprese, andando a stimolare e a incentivare gli investimenti in attività di ricerca, di sviluppo, di innovazione tecnologica, di transizione green e di impresa 4.0.

Per le imprese l’opportunità è quindi quella di approfittare di un prezioso taglio fiscale, innovando parallelamente la propria attività. Semplificando al massimo, come spiegano gli specialisti di Metatasse, restano escluse da questa misura solamente le imprese destinatarie di sanzioni interdittive e quelle in stato di liquidazione volontaria. Tutte le altre aziende possono invece fare richiesta del credito d’imposta per 3 tipologie di investimenti, ovvero per attività di ricerca (che può essere industriale o di sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico); per attività di design e di ideazione estetica; infine per attività di innovazione tecnologica. È soprattutto quest’ultimo caso, evidenzia Metatasse, che risulta particolarmente attrattivo per la maggior parte delle imprese italiane, sapendo che qui possono rientrare investimenti per il miglioramento dei processi, per attività di innovazione tecnologica 4.0 o per aumentare la sostenibilità.

Fino al 31 dicembre 2023, il credito d’imposta riconosciuto per le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di nuovi processi, di nuovi o migliorati prodotti, sarà in misura pari al 10%, entro un limite di 2 milioni di euro; successivamente, fino alla fine del 2025, si parlerà invece di un credito d’imposta pari al 5%, sempre con un limite massimo annuale di 2 milioni. Per quanto riguarda invece le attività di innovazione tecnologica 4.0 e green, dal 2023 al 2025 si riconosce un credito d’imposta del 5%, nel limite massimo di 4 milioni di euro. A risultare particolarmente interessante è l’ampia gamma di spese ammissibili, tra le quali si contano le spese per il materiale e le forniture, le spese per i servizi di consulenza, le spese per il personale e le quote di ammortamento.

La squadra di Metatasse, da anni al fianco delle imprese che desiderano tagliare le tasse in modo legale, inserisce di conseguenza il credito d’imposta per ricerca e sviluppo tra gli asset più interessanti messe a disposizione delle aziende per diventare più competitive e, allo stesso tempo, ridurre il carico fiscale.


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