Cessione del quinto e fine rapporto di lavoro: cosa succede?
di adminAvete ottenuto un prestito con cessione del quinto dello stipendio, ma ora il vostro rapporto di lavoro è giunto al termine e non sapete cosa vi aspetta?
Il prestito con cessione del quinto dello stipendio può essere richiesto sia da chi dispone di un contratto a tempo indeterminato.
I soggetti in possesso dei requisiti necessari vedono in genere la propria domanda di prestito accettata in poco tempo e ottengono piuttosto rapidamente la liquidazione cessione del quinto.
Nonostante la sicurezza data dal posto di lavoro, può capitare che, per vari motivi, il contratto lavorativo giunga prematuramente al termine. Banche e finanziare lo sanno bene e, proprio per questo, richiedono qualche garanzia in più, come la sottoscrizione di un’assicurazione e il vincolo del trattamento di fine rapporto.
Cessione del quinto: requisiti per richiederlo
Consistente nell’ottenimento di un prestito il cui massimale viene calcolato in base all’ammontare della busta paga, la cessione del quinto prevede una rata fissa mensile che non può mai superare il 20% dello stipendio e un numero di rate pari a un massimo di 120 ossia 10 anni complessivi, un lungo periodo entro cui diluire la restituzione del prestito senza gravare sulla propria economia familiare.
Tra i requisiti richiesti per il suo ottenimento rientrano:
contratto di assunzione a tempo indeterminato;
stipendio fisso;
età non superiore ai 65 anni.
Oltre a questo, è necessario non essere in congedo o in aspettativa non retribuita.
Date le caratteristiche di base di questo particolare prestito, il quale prevede, tra le altre cose, che il pagamento delle rate venga effettuato dal datore di lavoro tramite trattenuta diretta sulla busta paga, anche i cattivi pagatori possono farne richiesta purchè dimostrino di poter sostenere il debito in parallelo ad altri finanziamenti in corso.
Cosa succede se il contratto di lavoro viene meno
Licenziamento con giusta causa, fallimento dell’azienda, dimissione volontaria e persino morte del contraente: i motivi che possono portare all’interruzione del contratto di lavoro sono numerosi e quasi mai prevedibili.
Per tutelarsi, la banca che eroga il prestito richiede alcune garanzie che vanno ad aggiungersi a quelle principali, costituite dallo stipendio mensile e del contratto di lavoro.
La prima garanzia è quella che prevede la sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita, nonché sulla possibile perdita del posto di lavoro. Si tratta di una polizza obbligatoria per legge che viene stipulata con l’istituto bancario scelto
La seconda consiste invece nel vincolo sul TFR accumulato fino al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Al termine del contratto lavorativo, la somma accantonata per il trattamento di fine rapporto viene utilizzata dal datore di lavoro al fine di pagare, in un’unica soluzione, le rate rimanenti della cessione del quinto. Nel caso in cui l’ammontare del TFR fosse inferiore alla cifra da corrispondere, sarà compito di chi ha ottenuto il prestito provvedere alla restituzione della somma restante. parlando direttamente con la banca, al fine di trovare la soluzione migliore per restituire il prestito con modalità e tempistiche adatte alla nuova situazione o in caso di difficoltà, interverrà la copertura assicurativa.
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