Sindaci veronesi e bresciani sottoscrivono un patto per il collettore
di admin«I Sindaci del bacino gardesano, con convinzione e determinazione, ribadiscono questo semplice ma chiaro concetto: l’impegno condiviso, assunto e sottoscritto dai territori veronesi e bresciani del lago per la realizzazione del nuovo collettore del Garda va rispettato per il bene e per il futuro di tutte le comunità gardesane».
Si apre così il documento che contiene l’approvazione del "pacta sunt servanda" (il principio del carattere vincolante del contratto) che i sindaci di Veneto, Trentino e Lombardia che aderiscono alla Comunità del Garda hanno approvato oggi all’unanimità un ODG a sostegno della realizzazione del nuovo collettore.
«Gli stessi sindaci ritengono che l’opera complessiva, così come è stata progettata e si sta realizzando, non deve essere rallentata né essere messa in discussione. Ulteriori ritardi non fanno altro che aumentare i potenziali ed attuali rischi per l’ambiente, la salute del lago, per il territorio, per l’economia e per il turismo. Già troppo tempo si è perso e non è certo il momento di frenare, ma anzi è quello di lavorare affinché l’opera venga realizzata nel minor tempo possibile» si legge nel documento.
Un impegno formale importante che smorza le tante polemiche e le voci di netta spaccatura, soprattutto sulla sponda bresciana, che si sono susseguite nei mesi scorsi e che mettevano in dubbio il rifacimento dell’infrastruttura.
«Il documento unitario, sottoscritto da tutti i sindaci, rappresenta appieno l’atteggiamento della Comunità del Garda. Questa è la miglior risposta alla provocazione della demenziale denuncia presentata (dal comitato bresciano "Presidio 9 agosto" nei confronti dell’ex ministro Gelmini e altri, tra cui lo stesso Cresco, per procurato allarme). Con questo documento si ribadisce la posizione, più volte assunta da Azienda Gardesana Servizi e dai sindaci suoi soci» afferma a caldo Angelo Cresco, presidente Azienda Gardesana Servizi, a commento della firma odierna.

«I Sindaci confermano la necessità e l’urgenza dell’intervento di riqualificazione del sistema di depurazione del Garda, in quanto il pericolo potenziale esiste ed è attuale, anche e soprattutto alla luce della sismicità del territorio. Il lento ricambio delle acque lacustri (26 anni) impone di non creare situazioni di pericolo di inquinamento, fatto che la presenza della condotta sublacuale principale Maderno-Torri del Benaco e delle tante altre condotte sublacuali ad essa connesse, costituisce- – aggiunge il documento, con un appello finale – Proprio per tali motivi, i docenti incaricati dal Ministero hanno posto come condizione fondamentale la soppressione delle sublacuali ed escluso il lago come corpo recettore delle acque reflue. La necessaria manutenzione periodica della condotta sublacuale ad onere e a cura di Acque Bresciane, testimonia il fatto che la stessa deve essere dismessa.
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