Finanza: previsto un 2023 positivo per le banche italiane

di admin
Banca d'Italia ha pubblicato il bollettino relativo all'andamento della finanza nazionale e mondiale nel primo trimestre del 2023.

Nel 2023 l’economia mondiale rallenterebbe, ma meno di quanto previsto lo scorso autunno

Nei primi mesi dell’anno sono proseguite la debolezza dell’economia mondiale e quella del commercio internazionale, connesse con la perdurante incertezza geopolitica e con la persistenza dell’inflazione su livelli elevati nelle principali economie avanzate. Le istituzioni internazionali confermano la prospettiva di un rallentamento del PIL globale per l’anno in corso, seppure meno pronunciato di quanto stimato nell’autunno del 2022. Il prezzo del petrolio, in discesa a marzo, è risalito nei primi giorni di aprile, a seguito dell’annuncio del taglio della produzione da parte dei paesi OPEC. In Europa le quotazioni del gas naturale hanno registrato un’ulteriore diminuzione, favorita dai consistenti stoccaggi e dalle temperature miti.

Prosegue la restrizione monetaria nelle principali economie avanzate e sono emerse tensioni sui mercati internazionali

Nelle riunioni di febbraio e di marzo la Federal Reserve e la Bank of England hanno deliberato nuovi incrementi dei tassi di interesse di riferimento. Dalla metà di gennaio le condizioni sui mercati finanziari internazionali erano peggiorate, risentendo delle attese di rialzi dei tassi di policy più consistenti e prolungati; dalla fine della prima decade di marzo il dissesto di alcuni intermediari bancari negli Stati Uniti e in Svizzera ha portato a un repentino aumento dell’avversione al rischio e della volatilità.

Nell’area dell’euro l’attività cresce debolmente e l’inflazione diminuisce, ma sale la componente di fondo

L’attività economica dell’area dell’euro sarebbe tornata a crescere, pur lievemente, all’inizio dell’anno. Si sono contratti i prestiti alle imprese. L’inflazione al consumo è diminuita ulteriormente a causa del forte calo della componente energetica; quella alimentare e quella di fondo sono però ancora aumentate, confermandosi su valori alti. Si riducono le attese di inflazione di famiglie e imprese; quelle a medio-lungo termine desunte dai mercati finanziari restano in linea con l’obiettivo di stabilità dei prezzi. La dinamica retributiva, sostenuta dalla robusta crescita dell’occupazione, si sta rafforzando.

La BCE ha nuovamente alzato i tassi ufficiali

Il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato i tassi ufficiali di 50 punti base sia nella riunione di febbraio sia in quella di marzo, portando al 3,0 per cento il tasso di riferimento. Ha inoltre comunicato che l’elevato livello di incertezza accresce l’importanza di adottare le decisioni di volta in volta e sulla base dei dati che si renderanno disponibili. In marzo il Consiglio ha avviato la riduzione del portafoglio del programma di acquisto di attività finanziarie (APP).

Nel primo trimestre del 2023 il PIL dell’Italia sarebbe cresciuto lievemente

Secondo i nostri modelli, in Italia l’attività economica sarebbe leggermente aumentata nel primo trimestre del 2023, sostenuta dal settore manifatturiero, il quale beneficia della discesa dei corsi energetici e dell’allentamento delle strozzature lungo le catene di approvvigionamento. La spesa delle famiglie sarebbe rimasta debole, a fronte di un’inflazione ancora alta. Proseguirebbe invece l’accumulazione di capitale. Le imprese intervistate tra febbraio e marzo nell’ambito delle indagini della Banca d’Italia segnalano che le condizioni per investire sono divenute meno sfavorevoli.

Le vendite all’estero aumentano e il saldo di conto corrente è tornato positivo

La dinamica delle esportazioni italiane, rafforzatasi nell’ultimo trimestre dello scorso anno, si è mantenuta positiva all’inizio del 2023. Il conto corrente è tornato in attivo alla fine del 2022, riflettendo il forte calo dei prezzi delle materie prime energetiche.

L’occupazione continua a salire e la dinamica salariale si conferma moderata

L’occupazione è aumentata nel quarto trimestre del 2022 e la domanda di lavoro sarebbe nuovamente cresciuta nei primi mesi dell’anno in corso, nonostante la debolezza del quadro congiunturale. Le retribuzioni non manifestano nel complesso segnali di decisa accelerazione; i margini di profitto delle imprese sono aumentati lievemente.

Il calo dell’inflazione è trainato dalla componente energetica, mentre quella di fondo rimane elevata

Nella media del primo trimestre l’inflazione è diminuita (all’8,2 per cento in marzo), ma la componente di fondo è cresciuta, risentendo ancora della trasmissione ai prezzi finali dei maggiori costi connessi con gli shock energetici.

I prestiti bancari diminuiscono marcatamente; le condizioni finanziarie risentono delle tensioni sui mercati internazionali

Il rialzo dei tassi ufficiali continua a trasferirsi al costo del credito. I prestiti bancari si sono contratti tra novembre e febbraio, in particolare quelli verso le imprese, per effetto della debolezza della domanda e di criteri di offerta più stringenti. Dalla metà di gennaio le condizioni dei mercati finanziari sono peggiorate anche in Italia, riflettendo gli stessi fattori che hanno condizionato gli andamenti internazionali. In marzo le difficoltà di alcuni intermediari negli Stati Uniti e in Svizzera hanno determinato pressioni al ribasso sui corsi azionari, soprattutto nel comparto finanziario. Le banche dell’area dell’euro, comprese quelle italiane, si trovano in una condizione nettamente migliore di quella osservata in occasione di passati episodi di crisi, grazie all’alta patrimonializzazione, all’abbondante liquidità e a una redditività in forte recupero.

Nel 2022 sono migliorati i conti pubblici

Lo scorso anno l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL è diminuito di un punto percentuale, all’8,0 per cento. Il peso del debito sul PIL si è significativamente ridotto, anche per effetto della dinamica favorevole del differenziale fra onere medio del debito e crescita nominale del prodotto. La riclassificazione statistica di alcuni crediti di imposta relativi al comparto edilizio determina una diversa ripartizione temporale del costo di questi benefici fiscali, ma non ne altera la dimensione complessiva e l’impatto sul debito.

Condividi ora!