BCC di Verona e Vicenza: il bilancio 2022 all’insegna di crescita

di admin
All’insegna di crescita e di prospettive di sviluppo il bilancio 2022 della BCC, che mette in atto la sua capacità di polo aggregante veneto dopo le due recenti fusioni.

Centomila clienti e soprattutto 18 mila soci. BCC di Verona e Vicenza riprende dopo la pandemia la tradizionale linea di dialogo in presenza con la sua importante base sociale, per rilanciare i valori della socialità, della mutualità, della cooperazione. E per cogliere insieme ai soci le sfide del futuro.

«Le recenti serate in cui la Banca ha incontrato i soci in tutte le zone di operatività sono state un successo oltre ogni previsione – spiega il Presidente, Flavio Piva -. Questo ci conferma quanto sia ancora sentito e percepito il legame stretto con le comunità, il territorio con cui collaboriamo e che sosteniamo concretamente con i nostri servizi e con la nostra attività. Abbiamo confermato la crescita della banca in termini di numeri, di masse amministrate, di patrimonio- continua Piva – sottolineando con dati e testimonianze il nostro impegno per la socialità, il volontariato, la cultura, l’ambiente, la formazione, i giovani. Su questi temi e su queste progettualità stiamo investendo concretamente». 

La crescita negli ultimi 2 anni

Negli ultimi due anni la Banca ha concluso due operazioni importanti, arrivando a diventare una realtà che opera su un territorio vasto in sette province, dal Trentino al Mantovano, e che si estende principalmente nelle province di Verona e di Vicenza. Dopo la fusione nel 2021 tra Banca di Verona e Banca San Giorgio Quinto Valle Agno, alla quale è seguita nel 2022 l’integrazione di CereaBanca 1897, BCC di Verona e Vicenza opera in 177 comuni, con 54 filiali e 415 dipendenti.

Una banca che è cresciuta nella zona di operatività, che ha lavorato per integrare sistemi e per raggiungere una buona coesione, puntando su presenza territoriale, ascolto dei bisogni del territorio, capacità di risposta, servizi puntuali, professionalità del proprio personale e innovazione tecnologica.

I dati di bilancio 2022 di BCC Verona e Vicenza

Il volano della ripresa economica, frenato dai venti della crisi energetica e dalla guerra alle porte dell’Europa, ha comunque determinato importanti ripercussioni economico-finanziarie anche a livello locale.

«La vitalità delle nostre imprese e il cambio di passo della politica monetaria, con il rialzo dei tassi e l’aumento del costo del denaro ha generato una grande vitalità- spiega il Direttore generale Leopoldo Pilati- che in qualche modo ha premiato il lavoro e gli sforzi delle banche che hanno operato bene e con lungimiranza. Il bilancio 2022 di BCC di Verona e Vicenza vede un aumento del 3,4% della raccolta diretta che sfiora i 2,5 miliardi di euro – spiega Pilati. Cresce anche la raccolta indiretta (investimenti dei clienti in titoli di stato, fondi comuni, polizze assicurative e gestioni patrimoniali) a 1,3 miliardi di euro con il risparmio gestito che si attesta a 936 milioni di euro. Importanti sono i risultati ottenuti nel sostegno a famiglie e imprese del territorio di operatività, attuato attraverso l’erogazione di affidamenti: crescono gli impieghi della BCC a 1,78 miliardi di euro (+3,25%), con masse amministrate che superano i 5,5 miliardi di euro».

Il CET 1 Ratio, indicatore sintetico di solidità della Banca, si attesta al 23,87%.

«Un risultato che migliora ulteriormente, pur nel bilancio post ultima fusione” commenta il Direttore. Il Total capital ratio raggiunge il 24,30% e il Texas ratio, che misura la solidità e la rischiosità della Banca, raggiunge il 4,4%, migliorando la già ottima performance registrata negli scorsi anni. Ottimo il dato del cost income al 51,68%, che si pone tra i migliori a livello nazionale. Prosegue con successo la politica prudenziale degli accantonamenti con la copertura delle sofferenze, che raggiunge il 95%, pur in presenza di garanzie reali negli affidamenti a clientela. 

L’utile netto si è quindi attestato a 32,34 milioni di euro, determinando un rafforzamento patrimoniale che porta i fondi propri a 300 milioni di euro. 

Un dato di assoluta rilevanza- commenta il Direttore Pilati- che ci rende orgogliosi del lavoro fatto e che ci incoraggia sulla strada di un’espansione calibrata».

Saldi nella presenza territoriale e piano di sviluppo del ruolo delle filiali

«Delle 54 filiali della banca 30 si trovano nell’area territoriale di Vicenza e 24 in quella di Verona- spiega Pilati. Apriremo entro il prossimo biennio due filiali, riposizionandoci in territori per noi strategici: una a Peschiera sul Garda e l’altra a Rosà nella zona del Bassanese. Benché l’80% della nostra clientela utilizzi correntemente la moneta elettronica e gli strumenti del conto online- continua il Direttore- stiamo rinforzando la rete dei presidi sul territorio, soprattutto per gli imprenditori e per le famiglie sui servizi evoluti e di consulenza. Per gli investimenti, la pianificazione, la messa a punto di nuovi progetti servono riferimenti sicuri e un partner di fiducia. Su questo stiamo costruendo una relazione sempre più forte, imperniata sul ruolo filiale-centrico dei nostri sportelli».

Il piano strategico

«Puntiamo in particolare ad incrementare la redditività da servizi ovvero da credito agevolato con le imprese, bancassicurazione, credito al consumo, monetica e risparmio gestito- annunciano Piva e Pilati. 

Il piano strategico dei prossimi anni in un’ottica di lungo termine prevede che la banca sia in grado di generare con stabilità una redditività netta annua importante, che possa essere reinvestita nella BCC, accantonando l’utile a riserve. Se il patrimonio cresce aumenterà progressivamente la solidità dell’istituto e quindi la sua capacità di sostenere la crescita e lo sviluppo.

Abbiamo intervistato i nostri imprenditori e abbiamo realizzato dei reportage per capire come dobbiamo migliorare la nostra relazione con il mondo che produce- spiegano. Abbiamo riscontro diretto di come la nostra BCC sia una banca che crede nella persona, nell’imprenditore e nei suoi progetti, una banca che non si affida all’algoritmo o al mero rating. Lo possiamo confermare: è vero che una banca guarda ai numeri, alle garanzie di successo di un progetto, ma ciò che  interessa noi come BCC è anche e soprattutto la persona, il suo inserimento nel tessuto sociale e le relazioni che ha nel territorio. Per noi si tratta di un investimento come partner, non di un mero flusso di denaro». 

Attenzione ai valori, all’innovazione, ai temi ESG

«Il nostro impegno si esprime attraverso l’attenzione ai valori dell’innovazione, dei temi ESG, del sostegno al territorio per una visione nuova e prospettica del futuro- rilancia il Presidente Piva. Con progetti concreti. Abbiamo adottato le Carte degli impegni in materia di ambiente e diritti umani del Gruppo BCC Iccrea. Nel 2022 abbiamo destinato a quasi 500 enti e associazioni oltre 820mila euro per iniziative socio-culturali, ambientali, di solidarietà, del mondo della ricerca e dell’istruzione». 

Il progetto di fusione con Banca Patavina in itinere

“Stiamo lavorando in questi mesi ad un nuovo progetto di fusione con BCC Patavina – conclude il Presidente Piva- che ci consentirà un ulteriore salto di qualità per la risposta al territorio. Per ora abbiamo avuto riscontri positivi dai soci e dal mondo delle imprese e questo ci incoraggia a proseguire l’iter.

Ho sempre detto chiaramente in questi ultimi anni come fosse strategico per il Veneto esprimere una rinnovata capacità attrattiva e una solida forza finanziaria. Il nostro polo bancario si sta progressivamente strutturando, in modo armonico rispetto ai valori del Credito Cooperativo e ai rapporti con le altre BCC, per essere aggregante, attrattivo, sinergico: un centro di riferimento- assicura Piva- chiamato ad innalzare la sua capacità di ascolto, di investimento, di risposta, di celerità nelle decisioni. Una banca che viva e pensi in Veneto, dove la filiera sia corta e dove i valori fondativi siano ben saldi”.  

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