“Bollettino socio-economico del Veneto”: dal PIL alla formazione, una regione in crescita
di adminUna Regione resiliente, dinamica e con tanta voglia di ripartire nonostante gli scossoni e i due anni di crisi nazionale. Questo è il profilo del Veneto che emerge dalle nuove misurazioni del “Bollettino socio-economico del Veneto – I principali dati congiunturali”.
Riporta e aggiorna gli indicatori di congiuntura maggiormente rappresentativi della situazione veneta e, in qualche caso, nazionale. L’analisi realizzata prende in considerazione diverse fonti ufficiali, a livello mensile e trimestrale.
L’ultima analisi mette in evidenza le stime sul PIL del 2021 e mostra una forte ripresa rispetto allo shock cui è stato sottoposto il sistema economico nel 2020. Tra le regioni italiane, il Veneto, mostra una maggiore capacità di recupero mettendo a segno un +6,9% del PIL nel 2021. L’anno in corso non ha arrestato la crescita e per questi primi mesi si segnala un +4,2%.
Nello specifico, per l’anno appena concluso, 2021, si stima una ripresa del +4,2% per i consumi delle famiglie in Veneto e del +16,1% per gli investimenti fissi lordi. Anche le prospettive per il 2022 sono positive: +4,9% per i consumi delle famiglie e +8,0% per gli investimenti.
Per quanto riguarda le imprese, il quarto trimestre 2021 si chiude con una lieve crescita del numero di aziende venete rispetto allo stesso periodo 2020. Nel trimestre ottobre-dicembre 2021 si registra un +0,5% (rispetto all’anno precedente).
In merito l’andamento congiunturale si registra una leggerissima flessione: -0,3% rispetto al trimestre precedente. La dinamica regionale è in linea con quanto avvenuto in ambito nazionale (+0,3%). A livello settoriale, i cali regionali registrati nel comparto agricolo e industriale sono compensati dalla crescita di imprese attive nei settori delle costruzioni, determinata in buona parte dall’introduzione dei nuovi incentivi fiscali per l’edilizia.
Punta di diamante rimane l’export, in particolare quello del vino, che torna ai livelli anche superiori rispetto a quelli pre-pandemici.

Buoni i dati relativi a giovani e istruzione. Aumenta il tasso di iscrizione agli istituti tecnici superiori, una valida alternativa alla tradizionale formazione universitaria. ITS Academy consiste in percorsi di specializzazione tecnica post diploma che, in questa fase, verranno potenziati grazie ai fondi del PNRR garantendo una maggiore integrazione tra formazione e lavoro.
In Veneto sono attivi sette ITS con sede a Padova, Venezia, Verona, Vicenza, Conegliano e Jesolo. I corsi, oltre 50, sono distribuiti in tutto il territorio regionale e ospitano 2 mila studenti. Gli ITS del Veneto riescono a garantire all’86% dei propri diplomati un lavoro a un anno dal diploma e nel 92% dei casi il lavoro è coerente con il percorso di studio seguito.
L’apprendimento non si esaurisce durante il periodo giovanile ma prosegue con corsi e aggiornamenti nell’arco della vita. Tuttavia, in quest’ultimo biennio risulta in calo la formazione professionale dei soggetti tra i 25 e i 64 anni: solo il 7,6% di questi soggetti ha investito nelle proprie competenze. Il dato è comunque sopra la media nazionale (7,2%). La causa è da rintracciarsi nelle misure restrittive a partire dal 2019 e nella difficoltà di svolgere tali attività in presenza.

In Evidenza
UGL rafforza la presenza a Verona: inaugurata una nuova sede alle Golosine

Energia e innovazione, Emanuela Lucchini confermata alla guida di Coverfil

La nuova primavera del vivere lento: tra orti, giardini e ritorno alla natura

Federalberghi Garda Veneto, inaugurata la stagione 2026: «Fiducia e gioco di squadra»

Magis e Confcommercio Verona: intesa su luce e gas

Lavoro, il Veneto rallenta: nel 2025 meno crescita ma Verona resta tra le province più dinamiche

Poste Italiane punta dritta su Tim: «Vogliamo guidare la trasformazione tecnologica»

Revolut vola: utili record a 2,3 miliardi e ricavi a 6 miliardi, spinta globale per la banca digitale

Shock petrolifero, mercati sotto stress: sale l’inflazione, ma niente panico recessione





