Investimenti e infrastrutture: Verona corre verso il futuro
di admin«Dal 2023 e per sette anni, Verona sarà la città italiana più importante per gli investimenti infrastrutturali: evento storico che non si registrava dal dopoguerra».
E’ quanto emerga da una nota del PD firmata dall’onorevole Alessia Rotta e dal senatore Vincenzo D’Arienzo.
L’anno prossimo saranno definiti i lavori progettuali per i rilevanti interventi infrastrutturali per la congiunzione delle tratte già in costruzione: Brescia/Verona e Verona/Padova. Work in progress burocratico per i progetti ancora da avviare, cioè la variante Verona/Pescantina e la nuova stazione di Porta Nuova.
Riassumendo, questi gli interventi in programma a Verona per il 2023:
· Nodo AV/AC di Verona Ovest: previsti interventi funzionali all’inserimento nella stazione di Verona Porta Nuova. Trattasi dei binari IV e VI che interessano le tratte Brescia-Verona.
Il progetto prevede la realizzazione di circa 3,6 km di linea AV/AC nonché 3,3 km concernenti l’interconnessione merci di Verona. E’ parte integrante dell’intervento il rifacimento di circa 4,2 km di linea storica. Il costo è di 376 milioni di euro. Il Progetto Definitivo è stato avviato a dicembre dello scorso anno e si prevede l’attivazione nel 2028.
· Nodo AV/AC di Verona Est: verranno adottate soluzioni funzionali all’ingresso a Verona della tratta Verona-Vicenza nella nuova stazione di Verona Porta Nuova.
In cantiere 6,6 km di nuova linea, una nuova "stazione elementare" a Verona Porta Nuova e un nuovo fascio merci di tre binari in zona Cason collegato alla linea "indipendente merci" da realizzare nell’ambito dell’intervento "Nodo di Verona Ovest". Il costo è di 380 milioni di euro. Il progetto definitivo sarà avviato a giorni e l’attivazione a oggi stimata per fasi sarà a partire dal 2028 con ultimazione nel 2030.
· Linea Fortezza-Verona: verranno quadruplicate le linee Fortezza-Verona (Lotto 4 Verona/Pescantina- Ingresso da Verona Nord).
E’ in corso la revisione del progetto preliminare del 2014 finanziato con circa 25 milioni di euro (altre risorse arriveranno entro marzo 2022) con la redazione del Progetto di Fattibilità Tecnica Economica che sarà conclusa entro la fine del mese di febbraio 2022. Il costo è di 998 milioni di euro. L’iter autorizzativo sarà avviato entro marzo 2022 e l’attivazione è prevista nel 2030,
A questi si aggiunge un intervento di Potenziamento del Quadrante Europa che renderà Verona capitale italiana della logistica.
Sarà realizzata una vera e propria stazione di Verona Quadrante Europa (Infrastruttura Ferroviaria Nazionale) con l’ampliamento del fascio arrivi e partenze con allungamento di n. 6 binari esistenti al modulo di 1000 m connessa direttamente con la direttrice del Brennero e con la linea da e per Bologna/Mantova. Sarà realizzato anche un nuovo Terminal di carico e scarico composto da cinque binari lunghi 750 metri comprensivi anche dell’attrezzaggio tecnologico, gru a portale e aree di stoccaggio, nell’area attualmente impegnata del settore automotive (da ricollocare in altra area dell’interporto). Il costo è di 167 milioni di euro e l’attivazione è prevista entro il 2026.
La nota del PD sottolinea come, questi rilevanti investimenti, rientrino nella “Cura del Ferro” voluta dal Governo Renzi che nel biennio 2015/2016 ha impresso alle fasi progettuali e autorizzative, nonché ai finanziamenti.
Nei prossimi anni si riverserebbero su Verona circa 2 miliardi di euro che sommati a quelli per le tratte Brescia/Verona, Verona/Padova e Verona/Pescantina portano l’investimento a circa 6 miliardi di euro.
Una cifra che, se ben gestita, può consentire sviluppo e crescita territoriale oltre a dinamismo economico.
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