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Dissesto idrogeologico, Bottacin: «Priorità assoluta per il Veneto»

di admin
Geni civili e Servizi forestali negli ultimi anni hanno lavorato a oltre 2 mila cantieri per un ammontare di circa 700 milioni. «Difesa e salvaguardia del territorio sono centrali: elaborato il Piano D'Alpaos». Il progetto scientifico vale oltre 3 miliardi in opere contro il rischio idrogeologico

«La difesa idraulica del nostro territorio è una priorità per la Regione del Veneto: negli ultimi anni sono stati avviati oltre 2 mila cantieri per un valore di circa 700 milioni di euro. Solo per far fronte all’ordinarietà, ogni anno, inoltre, le strutture territoriali dei Geni civili e dei Servizi forestali hanno pianificato lavori per circa 40 milioni di euro».
L’assessore all’Ambiente e al Dissesto Idrogeologico della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, snocciola dei numeri per chiarire quanto sia attenzionato il tema del dissesto idrogeologico in Veneto. 
«Purtroppo c’è chi – ha aggiunto l’Assessore – ama parlare senza cognizione di causa, anche affrontando tematiche complesse e delicate, dove bisognerebbe invece affidarsi agli scienziati. Premesso ciò, in merito alle preoccupazioni evidenziate dal portavoce dell’Opposizione Arturo Lorenzoni, ricordo che le linee guida, redatte da Veneto Agricoltura sono pubbliche ed esistono da tempo; da un mese è stato, inoltre, redatto un aggiornamento. In ogni caso, anche se queste linee guida sono state realizzate in collaborazione con i consorzi di bonifica sono già utilizzate anche dai Servizi forestali e dai Geni civili».
«Ricordo anche – ha precisato l’assessore – che, nella strategia contro i cambiamenti climatici, riveste un ruolo determinante il Piano di cui si è dotata la Regione da anni nell’ambito dell’adattamento ai cambiamenti. Un Piano che ha preso il nome di “Piano D’Alpaos” perché realizzato in stretta collaborazione con il Luminare dell’Università di Padova, il Professore Luigi D’Alpaos, e che vale oltre 3 miliardi di euro di opere per la mitigazione del rischio idrogeologico. Opere in molti casi già avviate o realizzate e che hanno dimostrato la loro efficacia sia in occasione dell’evento Vaia o dell’evento del 2020 quando si sono registrate precipitazioni maggiori, sia nel 1966 che nel 2010 senza che si siano registrate le oltre 100 vittime del 1966 o che si allagasse mezzo Veneto come nel 2010. Opere e azioni che si toccano con mano e che confermano  come per la Regione del Veneto la difesa del suolo, all’interno della strategia contro i cambiamenti climatici, sia stata e lo sarà, una priorità assoluta».
Numerose le opere avviate negli ultimi anni, tra queste alcuni interventi decisivi si sono conclusi nel 2021; altre ancora sono prossime alla conclusione per contrastare il dissesto idrogeologico:
•          Conclusione del bacino di Trissino di Monte sul fiume Agno-Guà (22,7 milioni il valore dell’intervento)
•          40% di quello di Trissino di Valle (20 milioni di intervento);
•          Prossimo alla conclusione bacino di San Lorenzo nei comuni veronesi di Soave e San Bonifacio (opera da 5,9 milioni di euro);
•          80% di quello sul fiume Bacchiglione a monte di Viale Diaz nel capoluogo Vicentino (18,75 milioni di euro di intervento);
•          70% del primo lotto funzionale di quello sul torrente Muson, nei comuni di Fonte e Riese Pio X nel Trevigiano (valore 18,6 milioni di euro).

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