Un nuovo “Central Park” – Verona Porta Verde – allo scalo ferroviario-merci di Verona Porta Nuova.

di admin
Troverà allocazione fra lo scalo, viale Piave e Stradone Santa Lucia. Presentato il Master Plan.

Frutto di tre anni d’impegno, l’interessante progetto – Central Park-Verona Porta Verde – che sta molto a cuore all’attuale Amministrazione comunale di Verona, è stato presentato ufficialmente il 4 settembre 2020, dal sindaco di Verona, Federico Sboarina; dal vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Luca Zanotto, dall’assessore alla Pianificazione urbanistica, Ilaria Segala; dal presidente di Regione Veneto, Luca Zaia, e da Umberto Lebruto, ad di Ferrovie dello Stato, Sistema Urbano. Una volta realizzato, Verona Porta Verde sarà la ricucitura fra centro della città scaligera e Verona sud in generale, e, in particolare, con i quartieri Borgo Roma, Golosine e Santa Lucia, quartieri sorti, durante la seconda metà del 1900. Oltre 450.000 mq di area di intrecciatissimi binari, ormai, in buona parte, non più utilizzati, daranno posto a bosco, e, indi ad un verde straordinario, con molti servizi, a disposizione dei cittadini. Il tutto completerà la rigenerazione già in atto in Verona sud, che sta interessando, fra l’altro, l’ex Manifattura Tabacchi e le Gallerie mercatali della Fiera. Un modo eccellente, per fare sparire il pesante degrado dell’area in tema. Dal progetto, ne trarrà vantaggio anche la qualità viabilistica complessiva della città scaligera. L’opera, nel suo complesso, sarà finita nel 2026, quando Verona vedrà concludersi, nella sua arena, le previste Olimpiadi. Central Park sarà il polmone verde di Verona e polo attrattivo per chi giunge nella nostra città, disponendo il parco di spazi per lo sport, ricreativi e culturali, di piste ciclabili (che occuperanno il 14% dell’area), di aree attrezzate, di edifici storici recuperati, nonché di un mix di funzioni, che lo renderanno sicuro e funzionale. Con il suo 86% di superficie, il Central Park di Verona sarà il più grande contenitore urbano d’Europa, quale evoluzione culturale e moderna, anche a miglioramento dell’ambiente, grande essendo l’attenzione, che sarà volta alla sostenibilità. Ed ora, le opinione espresse, come da comunicato stampa del Comune di Verona, dai presentatori del Master Plan: Questo è un sogno che diventerà realtà e che cambierà per sempre il volto della città – ha affermato il sindaco Sboarina -. Non ho paura di essere smentito, il Central Park si farà e in tempi ancora più veloci di quanto previsto. Siamo una città olimpica, il 2026 è la nostra deadline e non ci faremo trovare impreparati: ecco perché, già da questo pomeriggi, saremo di nuovo al lavoro con Ferrovie dello Stato e la Regione, per proseguire in questo progetto. E’ la riqualificazione del cuore della città, la cucitura della ferita, che divide il centro storico, dalla parte sud e dai quartieri di Golosine, Santa Lucia e Borgo Roma. Quest’area diventerà un grande polmone verde, con una viabilità modificata, che andrà a risolvere molti imbuti e che sarà qualificata dalla sostenibilità ambientale. E’ la mia visione di Verona, un tessuto urbano non più diviso in due dalla ferrovia, con uno sviluppo urbanistico basato sulla rigenerazione, senza consumo di suolo, togliendo dal degrado edifici ed aree. da anni in disuso per restituirli ai quartieri di appartenenza, in una logica, in cui lo sviluppo economico e commerciale va di pari passo con quello residenziale.  Il Central Park – aggiunge il sindaco – sarà molto di più di un parco urbano. Diventerà il polmone verde di Verona, ma anche un polo attrattivo, per chi viene da fuori, turisti compresi. Sport, spazi ricreativi e culturali, piste ciclabili, aree attrezzate, recupero di edifici storici. Molte città europee hanno già fatto la rigenerazione urbana, con la creazione di zone verdi, quello di Verona con l’86% dell’area a parco è, ad oggi, quello che destina a verde la percentuale più alta in Europa. Anversa è al 75%, Berlino 81%, Barcellona 24%, Lipsia 58%, Milano 57% e Bologna 28%. Gli edifici presenti saranno quelli necessari, ad innalzare la qualità della vita, oltre alle strutture di servizio per le ferrovie ci saranno destinazioni sportive, servizi innovativi e spazi per il tempo libero. Un mix di funzioni, che rendono il Central park sicuro e funzionale. Oggi è senza dubbio un giorno, di cui essere orgogliosi e fieri, dopo tre anni di incessante lavoro. Sono decenn, che si parla di realizzare un’area verde, in questa zona strategica della città: noi ci riusciremo, Comune, Ferrovie dello Stato e Regione, insieme e con il coraggio di intraprendere strade in salita e nella convinzione di agire per il bene comune". "Non posso che fare i complimenti al Sindaco e all’Amministrazione – ha detto il governatore Zaia -, questo è senza dubbio uno dei progetti qualificanti di una comunità, in linea con il contenimento del suolo, intrapreso dalla Regione, ormai da tempo, perché questa è la direzione da percorrere. La rigenerazione urbana, attraverso il verde, diventa anche attrazione turistica, la città di Valencia lo dimostra, e Verona diventerà modello a livello europeo. Verona fa parte della grande scommessa dei Giochi olimpici 2026, la cerimonia conclusiva in Arena è sempre stata presente nel dossier. Da oggi, si riparte, per completare il lavoro. Cinque anni, per chiudere le partita dell’Alta Velocità/Alta Capacità e del grande parco. La Regione è al fianco del Comune". "Quello che presentiamo oggi è un risultato per nulla scontato – ha evidenziato l’ad di FS Sistemi Urbani, ing. Umberto Lebruto -, il cui merito è della determinazione del Sindaco e della sua squadra. Ci siamo visti, per la prima volta un anno fa, e ho capito che faceva sul serio. Per Ferrovie dello Stato si tratta di un’opera di grande valore. La previsione di una Porta a Sud della stazione ferroviaria esistente, andrà a ricucire due parti della città, divise dalla ferrovia ed accoglierà importanti flussi di persone. Il progetto dello scalo ed il nuovo assetto previsto, dal Masterplan, andranno a cambiare la mobilità, prevedendo una nuova maglia veicolare e ciclopedonale con la previsione di un nuovo sottopasso ferroviario che consentirà di accrescere la permeabilità nord-sud. La riqualificazione dello scalo ferroviario, alla quale abbiamo lavorato insieme all’Amministrazione Comunale, consentirà la creazione di un Central Park, integrato, nel costituendo Hub di Intermodalità, con scambio tra ferro, gomma, tram, bus e bici, di Verona Porta Nuova – Sud, con una occupazione complessiva di suolo, pari al 93%, e in modo residuale, solo il 7% delle aree dello scalo saranno occupate da volumi per un mix di funzioni che garantiscano la sostenibilità tecnico-economica della trasformazione, nonché quella ambientale e soprattutto sociale”. L’assessore alla Pianificazione urbanistica, Segala, ha ricordato l’excursus dell’area all’ex Scalo Merci. "Da vent’anni, ormai, è stata riconosciuta la strategicità di questa dismissione – ha detto l’assessore -.Nel 2007, con Zanotto sindaco, venne proposta una variante urbanistica, mai attuata, sullo scalo, con una edificazione, a bassa densità, e un’alternanza di verde e costruito, ma non venne mai sciolto il nodo più difficile e cioè la realizzazione del parco, per la questione della proprietà dell’area. Infatti, Rete ferroviaria manifestò l’intenzione di mettere a profitto l’area, piuttosto che cederla al Comune. Po, con Tosi sindaco, venne solo genericamente indicata la necessità di avere un 50% di parco e niente più. Negli ultimi ann, invece, sono stati fatti passi decisivi. Dal 2017, abbiamo ripreso un tavolo di confronto, con Ferrovie su tutti i lotti dell’alta velocità, per arrivare, nel luglio 2019, al protocollo d’intesa sottoscritt, insieme a Regione Veneto e Ferrovie". L’assessore ha poi sottolineato i benefici ambientali dell’opera, dimostrati da modelli matematici: "Questo è il futuro, l’adattamento climatico è l’occasione, per ripensare lo spazio urbano e migliorare le condizioni, in termini di comfort". Sul fronte Viabilità, è intervenuto il vicesindaco e assessore delegato ai Lavori Pubblici, Luca Zanotto: "I punti di forza della riconversione a parco urbano dell’ex scalo merci e la creazione di una nuova polarità urbana, adiacente alla realizzazione di una nuova stazione ferroviaria, ai margini della Fiera, vanno ricercati in una nuova permeabilità, tra i quartieri nord/su, oggi divisi dalla ferrovia. Le linee d’intervento del PUMS evidenziano quanto sia necessario riconfigurare, anche viabilisticament, questo grande spazio urbano. Diventerà un nuovo centro di polarità, grande parco vivo, inserito nella rete cittadina. Questa, a sua volta, beneficerà di un nuovo HUB intermodale a sud della città, di una nuova rete viabilistica interna e interconnessione, con Santa Lucia, di un nuovo sottopasso di collegamento, tra stradone Santa Lucia e via Albere, e di un notevole potenziamento della mobilità dolce, visto, che il 14% della superficie totale del parco sarà dedicato alle piste ciclabili". Verona si muove, sfida il virus, guarda al futuro, dando spazio al verde, non tracurando il concetto sostenibilità.
Pierantonio Braggio

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