Un francobollo di Poste Italiane ricorda Pellegrino Artusi (1820-1911).

di admin
Padre della cucina italiana, nelle diverse caratteristiche, rese pubbliche le sue esperienze culinarie e le sue ricette, nell’opera “La scienza in cucina - L’arte di mangiar bene” (1891).

Lasciamo la parola a Mirella Garavini, sindaco di Forlimpopoli, città natale del Celebrato, da Poste Italiane, con un francobollo da € 1,10, emesso il 4 agosto 2020, in quattrocentomila esemplari: “Artusi è il padre, universalmente riconosciuto, della cucina domestica italiana. Ma l’ “Artusi” è anche il ricettario più diffuso, nelle case degli italiani, il primo a saper raccontare la cucina italiana combinandone ed unificandone le diverse tradizioni. E proprio questa identificazione, tra l’uomo e la sua opera più celebre, è la testimonianza più eloquente, non solo della fortuna de “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, ma, anche di quanto il carattere di Artusi si sia trasfuso nella sua opera. Nato a Forlimpopoli, il 4 agosto 1820, in una famiglia di piccoli commercianti, ebbe la possibilità di viaggiare, fin da giovanissimo, tra i diversi stati preunitari, imparando a conoscerne usi e costumi. Nel 185, la prima tragica cesura della sua vita: il 25 gennaio, la famiglia viene rapinata ed una sorella dello scrittore violentata, dalla banda di briganti del Passatore. Gli Artusi decidono quindi di trasferirsi a Firenze, dove rilevano un banco di stoffe e, sotto la guida di Pellegrino, divenuto ormai il capofamiglia, conoscono una nuova prosperità nell’Italia, che si avvia all’unificazione. E proprio negli anni, in cui, Firenze diviene capitale del Regno d’Italia, si realizza la seconda cesura fondamentale della vita di Artusi: scapolo e benestante, Pellegrino decide di ritirarsi dal commercio, per dedicarsi a tempo pieno agli studi, frequentando accademie e conferenze e legandosi d’amicizia a studiosi di primo piano, come Paolo Mantegazza, il fondatore della prima cattedra di antropologia. Nel fervore della cultura risorgimentale, Artusi dà quindi alle stampe prima uno studio critico su Foscolo (1878) e quindi uno linguistico su Giusti (1881), ma, il suo contributo più rilevante all’unificazione italiana, superiore anche a quello del Manzoni, come ha scritto Camporesi, arriva, nel 1891, con la pubblicazione della “Scienza in cucina”, un libro di ricette, che si legge come un romanzo, ma, ha la profondità del saggio di cultura materiale, anche perché Artusi – subito dopo la prima edizione, che contava 475 ricette – sperimenta un nuovo modello compositivo, che prevede la collaborazione dei suoi lettori, che gli inviano nuove proposte di ricette, prontamente provate dall’Artusi, insieme ai suoi domestici e collaboratori, e quindi inserite nelle nuove edizioni del manuale: ben quindici, fino alla morte dell’autore nel 1911, con le ricette che lievitano fino al numero di 790. Un’opera fatta, quindi, dagli italiani e per gli italiani. In cui, la loro lingua e la loro cucina si unificano. Sotto il nome dell’Artusi – autore e libro”. Noi, che stiamo stendendo questo testo, ricordiamo bene quanto l’“Artusi” fosse letto e consultato, nei tempi che furono. Nostra madre, Maria, già ottima, di per sé, in fatto di cucina, consultava spesso il grande ricettario di Pellegrino. Fatto, questo, che ci ha fatto sentire il dovere, oggi, di ricordare, qui, in concomitanza con l’emissione del francobollo in tema, “La scienza in cucina” dell’Artusi, portando noi, stampati nella mente, tale cognome e i saporiti risultati delle consultazioni della stessa, da parte di nostra madre. E tale ne è il ricordo, che la stessa copertina dell’“Artusi”– che ancora conserviamo, in ormai antica edizione – non abbiamo potuto fare a meno di riprodurre, nel nostro libretto, dal titolo: “Vita di città e di campagna, anni Trenta-Sessanta”, redatto, nel 2013, per porre in luce – su suggerimento di nostro fratello Paolo, amante del bello e del romantico – come si vivesse, e quali fossero le tradizioni, veronesi, anche enogastronomiche, ancora praticate, nei decenni citati. Un’opera, quindi, l’“Artusi”, che ha fatto ed è storia e che merita d’essere, ancor oggi, consultata. Grazie, dunque, francobollo Artusi, d’averci fatto pensare al passato, ad un grande Autore ed al meglio della Cucina italiana, nelle sue diverse varianti!
Pierantonio Braggio

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