Apindustria Confimi Verona: le PMI si confermano motore per l’economia del sistema veronese e italiano. Ma serve maggiore dialogo

di admin
Il 2019 è stato un anno di sostanziale tenuta, ma preoccupazione e incertezza segnalate nei primi sei mesi del 2019 dall’Associazione hanno trovato conferma nel semestre successivo, pur con declinazioni e dinamiche diverse nei vari settori merceologici.

Verona, 12 dicembre 2019
 
In dieci anni l’Italia ha detto addio a 850mila imprese. È partito da questo dato Renato Della Bella, presidente di Apindustria Confimi Verona, per tracciare il bilancio del 2019 e guardare alle prospettive future per le Piccole e Medie Imprese scaligere.
«La preoccupazione maggiore per i nostri imprenditori è la mancanza di prospettiva: non si sa cosa succederà domani in termini di ordinativi, se si potrà o meno contare sul rapporto con il mondo bancario che continua a essere il grande assente; se si potrà avere o meno personale specializzato formato dalla scuola da inserire come ricambio per chi andrà in pensione», ha evidenziato.  
Qui la responsabilità dei corpi intermedi, quali innanzitutto le associazioni di categoria, per ricercare il dialogo e fare rete almeno a livello locale. «Chi ha la responsabilità delle decisioni del territorio dev’essere onesto nell’analizzare i risultati: Verona, grazie alla sua localizzazione, ha una fortuna incredibile e riesce a beneficiare di situazioni favorevoli. Potenzialmente però questo vantaggio andrà a esaurirsi. Le scelte del passato devono essere rinnovate, per riprogettare insieme il futuro di Verona», ha rimarcato.

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