Progetto P A T R I M O N I O, per la valorizzazione delle vallate del comprensorio GAL – Gruppo d’Azione Locale Baldo-Lessinia. In primis, grande attenzione al riscoperto vitigno autoctono “Saccola”, con prima degustazione de
di adminIl territorio dei Lessini Durello è dato da una forte componente di piccole e medie aziende, che si trovano a fronteggiare il cambiamento climatico in corso, spesso, con scarsità di risorse o con modesta conoscenza delle problematiche, rischiando di trovare solo soluzioni di rimedio, a breve termine. Il progetto, condiviso da Assoenologi, mira a valorizzare tutte le matrici paesaggistiche, gettando le basi per un ecomuseo delle acque dell’Est veronese, mettendo a sistema le diverse vallate, per la conservazione del paesaggio e la valorizzazione della biodiversità agricola. Tutto, in funzione d’una migliore fruizione, anche turistica del comprensorio. Nel quale, viticoltura – di ‘Durella’, si contano sino a 9 specie’ – cerisicoltura, olivicoltura, allevamento di vacche da latte – adatto alla produzione del noto formaggio ‘Monte veronese’ – nonché pecore di razza ‘brògna’, trovano vita, nella risorsa acqua, correttamente gestita, in un contesto paesaggistico ben definito, nel tratto che va, dalle alte valli, sino a dove “i Monti lessini sfumano nella pianura”. In altre parole, gli obiettivi centrali del progetto P.A.T.R.I.M.O.N.I.O, per ridare vita ad una Lessinia orientale, da sempre, grande ricchezza paesaggistica ed ambientale, d’assoluto e originale valore, sono: – Individuazione e catalogazione delle matrici paesaggistiche originarie e delle trasformazioni in corso; – creazione d’una carta dei valori geologici, pianificando un sistema di conservazione attiva degli stessi, anche in chiave d’una promozione turistica integrata – attivazione di specifici progetti di conservazione della biodiversità, caratteristica del territorio, per alcune coltivazioni tradizionali, in istato d’abbandono, in funzione d’una possibile mitigazione dei cambiamenti climatici; – creazione d’una mappa della “risorsa idrica” del territorio, sia di superficie, che di profondità, catalogando sorgenti, ruscelli, cascate, chiuse, laghetti, mulini, vasche e relative sistemazioni idrauliche, anche in vista della creazione d’un ecomuseo diffuso, o, più chiaramente, all’aperto. In tale entusiasmante quadro, che propone una nuova Lessinia orientale, si è tenuto a Badia Calavena, il 14 novembre 2019, un importante convegno, moderato, con passione e sapere, da Aldo Lorenzoni – erano presenti sindaci, presidenti di Cantine e di Consorzi vinicoli ed esperti – che ha visto trattati i seguenti temi, la realizzazione dei cui contenuti, mira a rianimare una Lessinia, dalle mille risorse, che vanno rivivificate e fatte conoscere, per crearvi valore aggiunto, interesse, flussi di visitatori e, quindi, animazione: – Le vigne di Badia, tra storia e memoria, a cura di Stefano Valdegamberi, consigliere regionale veneto; Le nove vite della Durella, a cura di Ermanno Murari, agronomo; – ‘Saccola’: un vitigno ritrovato, a cura di Emanuele Tosi, agronomo; – Dall’uva ai vini, a cura di Giuseppe Carcereri de Prati, enologo; Per un Ecomuseo diffuso in Lessinia, a cura di Chiara Mattiello, WSET Certified. In merito al tema “Saccola”, vitigno ad acini rossi, autoctono di Lessinia, molto particolare – vedi foto: un grappolo – ma, dimenticato, sono state eseguite, per la prima volta, degustazioni-studio di otto annate, dalle zone Sprea e Badia, a terreno vulcanico – a 300 – 800 m. s.l.m. – fra le quali, quella della pregiata annata 2007, che ha dimostrato, come l’affinamento, in bottiglia, abbia giovato molto positivamente al prezioso liquido, dal colore rosso rubino, e come il vitigno Saccola – che si vuole salvare dall’estinzione – possa essere motivo di evoluzione economica, nonché, con il suo vino, di animazione delle possibili località vitivinicoltrici. Partners convinti del progetto P.A.T.R.I.M.O.N.I.O, sono l’Associazione Strada Vino Lessini Durello; Consorzio Tutela Vino Durello, ATS5 Val d’Alpone, Faune, Flore e Rocce del Cenozoico; Sandro De Bruno, Azienda Agricola; Assoenologi; Comune di San Giovanni Ilarione; Alta Pianura Veneta, Consorzio di Bonifica; Università IUAV, Venezia, e Verona Autoctona. Grande sensibilità, grandi idee ed aspettative, dunque, per un progetto, che deve trovare realizzazione, nell’interesse delle vallate lessiniche veronesi, e che ci auguriamo di vedere realizzato, al più presto, nell’Ecomuseo, brindando all’evento con un calice di rosso Saccola o di brillante di Durello, che vorremmo sapere denominato “Spumante di Verona”.
Pierantonio Braggio
In Evidenza
Bio europeo a quota 58,7 miliardi: l’Italia leader per superfici e operatori

Nove PMI venete al WAICF 2026, il salone mondiale dell’intelligenza artificiale

Greenvolt Next Italia, nuovo impianto per HÄRTHA GROUP a San Martino

Verona, a gennaio visitatori in calo dopo il picco natalizio: “solo” 586mila presenze in centro

Mps chiude il 2025 con utili in forte crescita e dividendi record: oltre 2,6 miliardi agli azionisti

UniCredit, l’utile netto vola oltre i 10 miliardi. Nuovo slancio per il piano “Unlimited”

Oltre 100mila presenze a Fieragricola 2026: bilancio positivo per Veronafiere

I distillati arrivano a Vinitaly con “Xcellent Spirits”

Stellantis, seduta nera in Borsa: 22 miliardi di oneri e stop al dividendo





