Mario Draghi e il Quantitative Easing o allentamento monetario di ieri e di oggi
di adminMario Draghi, quale presidente della Banca Centrale Europea – dal 1° novembre 2019, egli non lo è più, per scadenza dell’incarico – ha recentemente riposto in atto il QE, ossia, la forma non convenzionale, per creare liquidità. Operazione, questa, già realizzata dal marzo 2015, in più riprese, ma, purtroppo, senza il risultato atteso, ossia, l’ottenimento di maggiore crescita, in Europa. La quale, peraltro, colpita da ridotti consumi interni, sta subendo anche le conseguenze del rallentamento economico globale, che significa, soprattutto, meno possibilità d’esportazione, da parte europea. Meno export, che induce, ovviamente, a minore produzione, con i pesanti pericoli, che ne conseguono. Di qui, la studiata nuova mossa della Banca Centrale Europea: un nuovo Quantitative Easing, voce, che significa, creazione di denaro e, di conseguenza, di denaro a basso costo, per imprese e, per esempio, anche per chi ha bisogno d’un mutuo, con lo scopo di promuovere quegli investimenti, che si traducono nell’attesissima crescita economica, la quale, non dimentichiamolo, è pure come dire ‘occupazione’. Quest’ultima, però, più che provvedimenti monetari, richiede riforme incisive, atte a rendere meno difficile la vita dell’intrapresa. Ebbene, il nuovo QE prevede l’acquisto di Bot europei, così, come avvenne in precedenza, compresi quelli italiani, nella misura di 20 miliardi di euro al mese, mentre, con il primo QE, se ne acquistavano, per 80, al mese… Con questo, i tassi d’interessi resteranno negativi, fino a che l’inflazione nobile, per così dire, ossia, quel 2%, tanto atteso e indice di un buon aumento dei consumi interni, in tutta l’Unione Europea, non saranno raggiunti. Cosa, che si lascerà aspettare a lungo, data la debolissima congiuntura, che, purtroppo, caratterizza il globo e, quindi, anche l’Unione Europea, nella quale, in fatto di consumi e d’investimenti domina forte stasi, anche a causa della Brexit e del pesante tema dazi, negli scambi internazionali. Certo, non è che, assolutamente, si miri ad avere tassi sempre negativi, ben sapendo quanto importanti siano i tassi positivi, nel loro giusto limite. Comunque, per l’Italia, l’allentamento in corso è operazione molto vantaggiosa, perché le permette di risparmiare miliardi, in ordine ai tassi di remunerazione delle future, nuove emissioni di Buoni del Tesoro e a stimoli a possibili investimenti, mentre i Bot continueranno a presentare quotazioni resistenti – con derivanti rendimenti molto bassi – salvo problemi, derivanti dall’andamento economico-finanziario nostrano. Nuovo presidente della BCE è, oggi, Christine Lagard, già direttore del Fondo Monetario Internazionale.
Pierantonio Braggio
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