“Viaggio in Italia” attraverso i cori operistici ottocenteschi

di admin
Dopo l’esordio con la graditaMissa pro defunctisdel compositore napoletano Domenico Cimarosa, la prossima settimana “Viaggio in Italia” continua con un altro concerto sinfonico all’interno della omonima rassegna di Fondazione Arena.

Peculiarità del programma in cartellone è l’assenza dell’orchestra, lasciando spazioa un concerto solo corale. Protagonista, dunque, il Coro dell’Arena di Verona, diretto dal M° Matteo Valbusa, al suo debutto in Fondazione Arena.  
Il M° Valbusa vanta una formazione accademica, musicale e universitaria, di prim’ordine, laureandosi in Scienze dei Beni Culturali, Direzione di Coro e Direzione d’Orchestra. Dopo gli studi, segue una stagione di perfezionamento che lo porta oggi ad essere direttore di importanti compagini corali e orchestrali, oltre che insegnante, organizzatore di eventi e membro della commissione artistica dell’ASAC Veneto.  
Il titolo del concerto, che si terrà venerdì 25 ottobre e verrà replicato il giorno seguente, è trattoda un coro verdiano: Fuoco di Gioia, dall’Otello, presente anche all’interno del programma.  
La distanza caratteriale con la Missa di Cimarosa è notevole, e ciò è volto a volere esprimere tutte le potenzialità espressive che lo strumento-coro può offrire: già possiamo pregustare la musica dall’animo gaudente che ne scaturirà. Questo“viaggiocorale” ci illustra cronologicamente, come in una sequenza cinematografica, l’evoluzione del coro operistico italiano pre-romantico, romantico e post-romantico, da Rossini a Bellini, da Faccio a Mascagni, da Leoncavallo a Verdi e il suo librettista, nonché geniale compositore, Boito. Un affresco luminoso che crea una sua omogeneità grazie alle peculiarità insite dentro la musica di ciascun brano, eloquente testimone di un’epoca.

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