ANCHE ANCE VERONA CHIEDE CHIAREZZA AL GOVERNO SUL “PROGETTO ITALIA”.
di adminSono ancora da chiarire i termini dell’aggregazione dei grandi gruppi di costruzioni sulla quale pesa il parere negativo di ANCE nazionale e l’allarme all’interno delle associazioni territoriali è generale.
Il presidente dei Costruttori edili di Verona, Carlo Trestini tiene a precisare: “ È necessario fare al più presto luce sul supporto di Cassa Depositi e Prestiti nell’accordo. Ribadiamo fermamente il nostro no a un progetto che rischia di favorire solo i grandi gruppi a discapito delle piccole e medie imprese, ricorrendo peraltro a capitale pubblico. Mentre ciò accade, i cantieri sono ancora fermi. Dal Governo ci attendiamo una spinta concreta per la loro apertura e perché venga finalmente completato il Regolamento al Codice degli Appalti”.
Anche i Costruttori edili di Verona commentano il tanto discusso "Progetto Italia", l’accordo che punta alla creazione di un polo delle costruzioni a partire dall’acquisizione di Astaldi e di altre grandi imprese in crisi, con la partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti.
In linea con il presidente di ANCE Nazionale Gabriele Buia, il presidente di Ance Verona Carlo Trestini ha espresso preoccupazione sugli effetti distorsivi della concorrenza che questa operazione può comportare con l’ingresso di capitale pubblico. A ciò si aggiunge il timore che il progetto rischi di favorire solo i grandi gruppi a discapito delle PMI: “E’ necessario fare al più presto chiarezza sui termini di aggregazione dei grandi gruppi e chiediamo che vengano rese pubbliche le condizioni dell’intervento di Cassa depositi e prestiti in Progetto Italia. Anche Bruxelles condivide le nostre preoccupazioni e sta attendendo un chiaro segnale in tal senso”.
Il presidente Trestini conferma un fronte compatto anche in risposta alle dichiarazioni del viceministro Buffagni, che in un incontro pubblico aveva definito poco trasparente e lineare la posizione dell’Associazione dei costruttori edili sul Progetto: “Di fronte alle Istituzioni ci siamo sempre espressi con grande chiarezza e in netta contrarietà alla creazione di un polo delle costruzioni a vantaggio di pochi. – dichiara il presidente Trestini, lanciando un appello diretto alle Istituzioni: Piuttosto ci attendiamo che il Governo dia una spinta concreta per aprire i cantieri e per completare il Regolamento al Codice degli Appalti o avremo un vuoto normativo”.
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