Amarone, Valpolicella, Ripasso e Recioto: cosa cambia con i nuovi disciplinari

di admin
Forse non sono attualmente in molti a sapere che Verona è la maggior produttrice di vino in Italia.

Questo, almeno secondo i esposti durante il convegno sul mercato del vino, che dimostrano come la nostra città si presenti come la capitale della produzione vitivinicola nel nostro paese.  Non a caso, il 10% del totale della produzione italiana proviene proprio da Verona, ma le notizie interessanti non finiscono qui. Anche in chiave regionale, difatti, i numeri sono notevoli: il Veneto riesce a raccogliere il 23% della produzione nazionale di vino, ponendosi come la regione in assoluto più produttiva, contando inoltre che la forbice con le altre tre regioni del podio (Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna) è molto ampia. Combinando i dati, è chiaro quindi che il vino rappresenta un settore molto importante per l’economia veronese: anche qui, però, si stanno cominciando a intravedere dei cambiamenti, che meritano dunque un’analisi dettagliata.
 
Nuovi disciplinari per i vini veneti: cosa cambia?
 
Sono da poco entrate in vigore le nuove modifiche ai quattro disciplinari veneti, ovvero all’Amarone, alla Valpolicella, al Ripasso e al Recioto. Cosa cambia? Sono diverse le novità presentate in relazione alla produzione, dunque occorre capire quali sono le modifiche più importanti. In primo luogo, l’innalzamento delle percentuali di uve corvine, insieme all’aumento di un anno “di vecchiaia” per i vigneti dai quali si producono vini come il Recioto e l’Amarone. Per il Valpolicella, invece, è stato esteso l’uso del tappo a vite. Si tratta di una serie di modifiche che hanno diversi scopi precisi: il miglioramento della qualità produttiva di questi vini da un lato e l’adeguarsi ad un mercato in continua evoluzione dall’altro, con uno sguardo particolare anche al discorso climatico.
 
Amarone: il vino che traina l’economia veronese
 
Tra tutti, è l’Amarone il principale traino dell’economia veronese tanto da presentare numeri veramente da record. Al momento la produzione complessiva dei vini a denominazione si attesta a circa 62 milioni di bottiglie, con 2.300 aziende produttrici e una redditività da record, intorno ai 24.000 euro per ettaro. Il tutto con un giro d’affari che supera i 600 milioni di euro e che si sviluppa nella quasi totalità in direzione estera (80%). Sono infatti moltissimi i produttori che hanno cominciato a convertirsi anche ai canali di vendita online soprattutto in vista delle esportazioni e, tra questi, troviamo anche marchi storici: ne è un esempio la presenza divini della cantina Bertani su Tannico, dove è possibile acquistare, appunto, anche il loro pregiato Amarone.
Si tratta quindi di numeri che chiariscono dunque un fatto: attualmente, vini come l’Amarone rappresentano un ingranaggio fondamentale per l’economia di Verona, soprattutto per via del grande apprezzamento dimostrato dai consumatori stranieri. Per fare un esempio, questo particolare vino deve molto del suo successo all’estero, visto che il 68% della produzione va oltre confine.
 
In conclusione, si parla di un comparto (quello dei vini) che a Verona e in Veneto gioca un ruolo decisivo.

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