“Luciano Pelizzari”, alla Gran Guardia, Verona. “50 anni di pittura – una vita d’artista”, grande mostra, dal 17 febbraio al 25 marzo 2019.
di adminIl nostro Pittore inizia a copiare a tempera opere di Manet e di Modigliani, tenta di imitare Van Gogh, che tanto lo entusiasma. Quindicenne, realizza la sua prima personale, nel suo paese di nascita. Luciano non sfrutta, quindi, il diploma ottenuto di disegnatore Tecnico e Meccanico, ottenuto, nel 1968, preferendo aderire ai forti richiami della pittura. Espone a Idro, guadagna qualcosa e intuisce l’esigenza personale di guadagnarsi da vivere. Si dedica anche alla ricerca, scrive, nel 1972, un libro su Sabbio Chiese, la sua terra, frequenta biblioteche, fra le quali, la Marucelliana e la Nazionale, a Firenze; espone, ancora, a Desenzano e a Madonna di Campiglio. Fa conoscenza con Giovanni Francesco Martelloni, il critico d’arte, Jo Collarcho, ne riceve consigli, ed ha modo di vedere, per la prima volta, opere di Annigoni, che, poco dopo, apprezzerà un ritratto di Martelloni, eseguito dallo stesso Pelizzari e del quale, Annigoni si ricorderà, al momento del primo incontro con il giovane Luciano, avvenuto nel 1974. Un Luciano, che inizia a frequentare il grande Annigoni, potendo, così, apprendere i più profondi segreti dell’affresco e della pittura. Espone, poi, a Brescia, a Manova, a Verona, dove, nel 1976, apre uno studio, che guarda su Piazza delle Erbe. Nel 1977, Pelizzari pubblica un volume, il secondo, questa volta, dedicato ad un grande dipinto di Annigoni, custodito nel Collegio Ghislieri, Pavia, ed inizia a vivere a Verona.. Nel 1979, per un anno, Pelizzari è a Venezia, vi dipinge, e, tornato a Verona, espone, con successo, le opere eseguite nella città di San Marco. A Londra, ammira le opere dei grandi ritrattisti inglesi dell’Ottocento. Nel 1985 e nel 1986, espone, in Germania, e, quindi, a Istanbul. Nel 1988, mette mano alla stesura d’un Catalogo Generale delle opere di Annigoni, di cui pubblica il primo volume, nel 1991. Nel 1992, Luciano è nuovamente in Germania, vivendo, da allora, fra Saarbrücken e Verona. Dopo essere stato negli Stati Uniti e, nuovamente, in Turchia, espone nelle sale di rappresentanza della BMW e inizia a stendere il volume, dal titolo “Adolph von Menzel a Verona – I viaggi in Italia del grande artista tedesco dell’Ottocento”… Ma, che dire dell’opera straordinaria di Pelizzari? Dal complesso dei suoi lavori, egli appare come pittore di larghe vedute, interessato a tutte le esperienze moderne e contemporanee. continua la propria ricerca artistica, in ambito figurativo, non condizionato da mode, sperimentalismi e dalle voglie del mercato… È affascinato da tutte le tecniche moderne, compresa la fotografia, ma rimane fondamentalmente legato all’insegnamento, ricevuto a Firenze, nella bottega di “Annigoni”. La sua tecnica, elegante e matura, gli permette di risolvere dipinti interessanti e raffinati; per temperamento, è legato alla tecnica del ritratto e all’esecuzione di opere, con architetture di Verona e di Venezia…. Afferma Luciano Pelizzari: ”La mia pittura è frutto della ricerca del bello, della perfezione e della conoscenza. Amo, da sempre, porre in risalto quella luce e quelle ombre, che mi vengono rivelate dal bello, in tutti i suoi aspetti”. Per tutto questo, frutto dell’anima e della semplicità, che traspaiono, vivi, dai lavori di Luciano, conviene approfittare della mostra in tema, per meglio conoscerlo ed apprezzarlo.
Pierantonio Braggio
In Evidenza
Matteo Scolari: «Il futuro passa da Verona, un anno di eventi e impegno per la città»

Nicola Baldo: «Il 2026 porterà nuove opportunità per Verona e il commercio»

Matilde Breoni: «Il futuro dei giovani passa attraverso la rete e la collaborazione»

Andrea Fedrigo: «80 anni di Ance Verona, un impegno per lo sviluppo del territorio»

Stellantis: stop allo smart working dal 2027

Altromercato: 46,8 milioni di valore generato e +226% di autofinanziamento in cinque anni

Bio europeo a quota 58,7 miliardi: l’Italia leader per superfici e operatori

Mps chiude il 2025 con utili in forte crescita e dividendi record: oltre 2,6 miliardi agli azionisti

UniCredit, l’utile netto vola oltre i 10 miliardi. Nuovo slancio per il piano “Unlimited”





