Trading online e impatti delle norme ESMA
di adminEra il marzo del 2018 quando i nuovi regolamenti venivano varati, la richiesta era quella che vi fosse una maggiore vigilanza nel trading online.
Il trading online e le nuove norme ESMA
Ma quali sono state esattamente le norme ESMA introdotte per tenere sotto controllo il settore del trading online? I regolatori si sono resi conto che fossero necessarie norme più severe soprattutto per quanto riguarda l’informazione per gli utenti e le migliori modalità operative per loro.
L’attenzione si è spostata anzitutto sui broker, ora chiamati a porre maggiore attenzione nel fornire informazioni relative ai rischi dei CFD (contratti per differenza) nei quali si può incappare facendo operazioni di trading online. Inoltre, i broker hanno dovuto adeguare la leva finanziaria per portarla a livelli più bassi e meno rischiosi per gli utenti che tendevano ad abusarne senza conoscere al meglio come utilizzarla.
L’ESMA nel 2018 ha introdotto anche altri cambiamenti, che riguardano in particolare i bonus. Si è deciso che i bonus non sono più ammessi per tutti quei broker che aderiscono alle disposizioni ESMA. Anche qui la motivazione è semplice: alcuni broker hanno fatto una pubblicità troppo aggressiva alla quale gli organi di controllo hanno ritenuto giusto porre un freno.
La fine delle opzioni binarie
Il trading online in seguito alle disposizioni dell’ESMA è stato ridotto al trading tradizionale su CFD, non esiste più quindi la possibilità di fare operazioni di trading utilizzando le opzioni binarie. Tutti questi cambiamenti hanno avuto un impatto importante nel settore. Portando i traders ad essere più responsabili così come i broker che ora fanno molta più attenzione ai messaggi che inviano agli utenti.
Oggi chi intende fare trading al di fuori delle regolamentazioni ESMA può comunque continuare a farlo se si rivolge a broker internazionali che non hanno sede in Europa. Questo ha spinto gli amanti delle vecchie modalità di trading a rivolgersi all’estero per cercare la soluzione al trading che desiderano.
Il problema principale è che con leve più bassi i traders di maggiore esperienza rischiano di vedere i loro guadagni abbattuti e non sui livelli che riuscivano ad ottenere prima delle limitazioni alla leva stessa. Per questo si stima che il 32% dei traders che prima operavano stabilmente con broker europei si siano spostati a fare trading online con broker internazionali.
Come ovvio, fare una scelta del genere è consigliabile soltanto a chi conosce da vicino il trading e lo pratica da diversi anni, solo così ci si può garantire la sicurezza di non correre rischi inutili e dilapidare capitali faticosamente messi da parte. Resta poi fondamentale curare l’aspetto della scelta del broker che se pure non aderente all’ESMA deve essere autorizzato e riconosciuto da autorità internazionali, altrimenti si corre il rischio che si tratti di broker truffa.
Il trading online e la formazione
C’è da dire che molto è cambiato nel corso degli ultimi anni. Oggi è possibile trovare molte informazioni sugli investimenti finanziari e un’offerta formativa davvero capillare. Dai corsi di una settimana o più, passando per i webinar e i workshop organizzati dalle società di investimento. Ma, anche, tantissime guide online dedicate a chi comincia a muovere i primi passi nel complesso mondo del trading online.
Ne è un esempioquesta risorsa di finanzamia.com dedicata proprio ad un pubblico di principianti. Risorse che, oggi, diamo per scontate ma che fino a qualche anno fa erano pura utopia così come i controlli accurati degli organi di vigilanza. Insomma oggi il settore degli investimenti finanziari può essere considerato finalmente maturo. (I.P.)
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