Biblioteca Capitolare, Verona.
di adminVolendo entrare materialmente nella storia e, più precisamente, in quella de libro, non si potrà fare a meno di visitare attentamente la mondialmente famosa Biblioteca Capitolare di Verona e di “studiare” la mostra, da essa proposta, dal titolo “Nell’anno del Signore 517. Verona, al tempo di Ursicino”. Di Ursicino, perché fu egli stesso, frate, chierico, amanuense, a stendere, nel quadro del già esistente “Scriptorium” veronese, il famosissimo “Codice”, in pergamena, da lui terminato il 1° agosto del 517 d.C., regnante essendo, segnaliamo per migliore precisazione del tempo, Teodorico il Grande, e, quindi, millecinquecento anni orsono. L’opera è appunto visibile nella mostra citata, che ha lo scopo di fare conoscere la Biblioteca Capitolare, le preziose opere che la stessa custodisce e la sua storia. Annesso alla Biblioteca, è aperto al pubblico uno straordinario museo, relativo alla storia religiosa veronese, visitabile il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Presentata, il 17 febbraio 2018, da mons. Bruno Fasani, prefetto della Biblioteca Capitolare, l’esposizione comprende anche le seguenti importanti opere: Gothica Bononiensia, Gothica Veronensia, Scholia Vergilii, Concordia canonum di Cresconio vescovo e frammenti del Codex Iustinianus, palinsesto delle Institutiones di Gaio (187-217 d.C.), la più antica copia del De Civitate Dei di Sant’Agostino (composto dopo il 420 d.C.), l’Evangelario purpurio (V sec. d.C.), un salterio bilingue greco-latino; l’unica copia delle Complexiones (ca. 570 d.C.) di Cassiodoro e un dossier attorno alla Dottrina Cristiana. La straordinaria mostra, è allestita in forma ottagonale, a ricordo delle “venerabili forme dei templi antichi”, come preferiva Leon Battista Alberti fossero erette eventuali nuove costruzioni religiose. Del resto, il contenuto della mostra, sopra sommariamente descritta, è talmente elevato e prezioso, che meritava d’essere presentato, appunto, in una specie di tempio, che non solo lo custodisse, ma, gli rendesse quel dovuto rispetto, nel quale osservare quanto esposto e riflettere, in religioso e meditante silenzio, sui suoi millecinquecento anni di nobilissima vetustà. Al centro della mostra è un’antichissima valva (VII-VIII sec. d.C.), ossia, una parte di copertina d’un tomo, in lavoratissimo avorio, risalente ai secoli VII-VIII d.C. Sono previste visite guidate, anche all’annesso Museo, al sabato pomeriggio e alla domenica mattina, info@capitolareverona.it, 045 85 38 071.
Pierantonio Braggio
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