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Biblioteca Capitolare, Verona.

di admin
Dal 16 febbraio al 15 maggio 2018, l’importanmte rassegna, dal titolo “Nell’anno del Signore 517. Verona, al tempo di Ursicino”.

Volendo entrare materialmente nella storia e, più precisamente, in quella de libro, non si potrà fare a meno di visitare attentamente la mondialmente famosa Biblioteca Capitolare di Verona e di “studiare” la mostra, da essa proposta, dal titolo “Nell’anno del Signore 517. Verona, al tempo di Ursicino”. Di Ursicino, perché fu egli stesso, frate, chierico, amanuense, a stendere, nel quadro del già esistente “Scriptorium” veronese, il famosissimo “Codice”, in pergamena, da lui terminato il 1° agosto del 517 d.C., regnante essendo, segnaliamo per migliore precisazione del tempo, Teodorico il Grande, e, quindi, millecinquecento anni orsono. L’opera è appunto visibile nella mostra citata, che ha lo scopo di fare conoscere la Biblioteca Capitolare, le preziose opere che la stessa custodisce e la sua storia. Annesso alla Biblioteca, è aperto al pubblico uno straordinario museo, relativo alla storia religiosa veronese, visitabile il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Presentata, il 17 febbraio 2018, da mons. Bruno Fasani, prefetto della Biblioteca Capitolare, l’esposizione comprende anche le seguenti importanti opere: Gothica Bononiensia, Gothica Veronensia, Scholia Vergilii, Concordia canonum di Cresconio vescovo e frammenti del Codex Iustinianus, palinsesto delle Institutiones di Gaio (187-217 d.C.), la più antica copia del De Civitate Dei di Sant’Agostino (composto dopo il 420 d.C.), l’Evangelario purpurio (V sec. d.C.), un salterio bilingue greco-latino; l’unica copia delle Complexiones (ca. 570 d.C.) di Cassiodoro e un dossier attorno alla Dottrina Cristiana. La straordinaria mostra, è allestita in forma ottagonale, a ricordo delle “venerabili forme dei templi antichi”, come preferiva Leon Battista Alberti fossero erette eventuali nuove costruzioni religiose. Del resto, il contenuto della mostra, sopra sommariamente descritta, è talmente elevato e prezioso, che meritava d’essere presentato, appunto, in una specie di tempio, che non solo lo custodisse, ma, gli rendesse quel dovuto rispetto, nel quale osservare quanto esposto e riflettere, in religioso e meditante silenzio, sui suoi millecinquecento anni di nobilissima vetustà. Al centro della mostra è un’antichissima valva (VII-VIII sec. d.C.), ossia, una parte di copertina d’un tomo, in lavoratissimo avorio, risalente ai secoli VII-VIII d.C. Sono previste visite guidate, anche all’annesso Museo, al sabato pomeriggio e alla domenica mattina, info@capitolareverona.it, 045 85 38 071.
Pierantonio Braggio

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