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Giorno della Memoria. Medaglia della città ai fratelli Corrà

di admin
Si è svolta questa mattina, in una Gran Guardia gremita da 470 studenti di istituti superiori veronesi, la cerimonia a ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945. Nel corso della mattinata, dopo gli interventi delle autorità, è stata consegnata dal Sindaco la medaglia della città alla memoria…

Conferite dal Prefetto Salvatore Mulas le medaglie d’onore concesse dal presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti. Quest’anno, tutte le onorificenze sono state conferite alla memoria di Giulio Andreetto, Sergio Benedini, Sante Bubola, Guido Pavan, Bortolo Cressotti, Giulio Giuliani, Armando Zigiotto, Paolo Morandini, Giuseppe Granatiero, Vittorio Molinarolo, Giuseppe Dolci, Umberto Quattrociocchi, Pietro Zambaiti.

Nel suo intervento il primo cittadino ha sottolineato come “un Paese che non è custode del proprio passato, anche nei suoi risvolti più duri e difficili, non riesce a dare basi solide al proprio domani. Tanti i luoghi della nostra città che sono di testimonianza di questi eventi storici e che riportano a noi il dramma vissuto da tante famiglie veronesi nei difficili anni del conflitto.
E’ di grande soddisfazione poter riscontrare, in una Gran Guardia piena di giovani, la forte e sentita partecipazione delle scuole veronesi.
Un impegno di formazione e crescita importante e, soprattutto, una dimostrazione concreta di un sentito interesse verso la nostra città e la nostra storia”.

Presenti alla cerimonia anche i presidenti ANED Verona Ennio Trivellin, ANPI- Deportati Tiziano Gazzi, Comunità Ebraica veronese Bruno Carmi, associazioni Figli della Shoah Paolo Ruggero Jenna, Assoarma Roberto Pellegrini, il rappresentante della Consulta studentesca di Verona Edoardo Poli e l’oratrice ufficiale Mirella Stanzione.
Le iniziative per il Giorno della Memoria hanno preso il via in piazza Bra, con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei Deportati.
Gli appuntamenti proseguiranno nel pomeriggio con le cerimonie, alle 14.30, nel Cimitero Ebraico di via Badile; alle 16, nel Cimitero Monumentale.

Intervento del Sindaco:
SINDACO – SALUTO ISTITUZIONALE PER IL GIORNO DELLA MEMORIA, AUDITORIUM GRAN GUARDIA, 26 GENNAIO 2018

Autorità, signore e signori,
a 73 anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz, il campo di sterminio simbolo della Shoah, il "Giorno della Memoria" ci richiama all’importanza del ricordo della nostra storia recente.
Ciascun Paese ha il dovere di coltivare la propria memoria e l’istituzione di questo Giorno è un modo per affrontare insieme le cause e la responsabilità di quanto è accaduto, superando tutte le barriere di odio, diversità e discriminazione.
Un Paese che non è custode del proprio passato, anche nei suoi risvolti più duri e difficili, non riesce a dare basi solide al proprio domani. Ed è con questa consapevolezza che tributiamo oggi il nostro omaggio commosso alla moltitudine di uomini, donne e bambini che, privati della loro dignità, della loro essenza stessa di persone, hanno affrontato, con la perdita finale della vita, persecuzioni e atrocità inimmaginabili.
Col passare degli anni i sopravvissuti a quell’orrore non potranno più essere di testimonianza e noi potremmo dimenticare. La memoria, allora, sarà l’unica custode di quanto è accaduto e, soprattutto, la via da seguire per poter costruire un futuro di pace e libertà per tutti.
È giusto allora che per il Giorno della Memoria ci sia un grande impegno di tutti per una seria riflessione, per comprendere davvero il significato di ciò che fu perpetrato allora in Europa ai danni di più 6 milioni di uomini.
I molti incontri ed eventi, programmati oggi e nei prossimi giorni sul territorio cittadino, saranno l’occasione, soprattutto per i più giovani, per riflettere, conoscere e capire quanto è accaduto.
Tanti i luoghi della nostra città che sono di testimonianza di questi eventi storici e che riportano a noi il dramma vissuto da tante famiglie veronesi nei difficili anni del conflitto.
Storie di una quotidianità sconvolta improvvisamente dalla follia della guerra.
Resoconti di vite perdute per sempre e di un dolore incolmabile che mai deve essere dimenticato, perché mai più possa accadere.
Giornata della memoria, quindi, ma anche giornata della conoscenza.
Perché i più giovani sappiano cosa ha prodotto l’odio razziale, e diventino consapevoli che la forza della memoria può dar vita a un mondo più civile e più giusto, dove l’amore prevale sull’odio, e il coraggio di cambiare prevale sulla paura.
E’ di grande soddisfazione poter riscontrare, in una Gran Guardia gremita di tanti ragazzi e ragazze, la forte e sentita partecipazione delle scuole veronesi.
Un impegno di formazione e crescita importante e, soprattutto, una dimostrazione concreta di un sentito interesse verso la nostra città e la nostra storia.
Il nostro agire quotidiano sia sempre ispirato, quindi, ai valori della democrazia, della pace, della civile convivenza, del dialogo interreligioso.
Perché quello che tutti vogliamo è un futuro senza violenza e senza estremismi, in cui possano prevalere la pace e l’armonia, nella nostra Europa come nelle nazioni che oggi sono, purtroppo, al centro di situazioni di odio e di divisione fra popoli.

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