“Premio 12 Apostoli” 2017, Verona

di admin
Creato da Indro Montanelli, Enzo Biagi, Giulio Nascimbeni e Cesare Marchi, il Premio è alla sua XL edizione

L’annuncio è stato diffuso ufficialmente il 14 novembre 2017, nella magnifica, storica cantina-sala – dalla quale s’accede a preziosi reperti romani – dell’antico Ristorante “12 Apostoli”, condotto, da 100 anni, con massima passione, dalla Famiglia Gioco. Se, poi, il Ristorante è assurto all’attuale, sua notorietà, ciò è dovuto alla maestria ed all’esperienza culinaria di Giorgio Gioco – tuttora molto legato anche al concetto “cultura” e presente alla conferenza stampa – e, oggi, alla particolare attenzione del figlio Antonio e del giovane, attivo suo figlio, Filippo. Segue la cucina lo chef veronese, Mario Buffo. L’evento “Premio 12 Apostoli” è presieduto dall’avvocato Alessandro Sartori, ne è direttore artistico Paolo Valerio ed è organizzato dal Ristorante 12 Apostoli, con il sostegno del gruppo Cartiera Fedrigoni, Verona, che ha creduto e dato nuova energia al Premio stesso, proiettandolo nel futuro. Da quest’anno, inoltre, il Premio è patrocinato dal Consiglio Regionale Veneto e dal Comune di Verona. Il premiato 2017 è Massimo Recalcati, “membro analista dell’Associazione lacaniana italiana, direttore scientifico di Irpa, Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata e supervisore della “Residenza Gruber” di Bologna, specializzata nel trattamento di Dcd, Disturbi del comportamento alimentare, gravi, Recalcati ha all’attivo numerose pubblicazioni tra cui l’ultimo libro, edito quest’anno da Einaudi,“I tabù del mondo”: un’analisi lucida e appassionata su un’epoca, questa, che sembra aver dissolto ogni confine, compresi appunto quelli stabiliti dai tabù ed in cui non esiste più un limite, che non sia possibile valicare. E dove la trasgressione è divenuta un obbligo, che non implica alcun sentimento di violazione”. “Nelle sue opere Recalcati racconta e analizza la società e le sue mutazioni, la complessa contemporaneità in cui siamo immersi con acume, profondità, intelligenza. Possiede il talento non comune di tradurre complessi meccanismi comportamentali, in concetti chiari e semplici, che si traducono in eccezionali spunti di riflessione, non solo per colleghi e letterati, ma per chiunque abbia voglia di approfondire dinamiche, che riguardano ciascuno di noi. Pensiamo a Massimo Recalcati come a un prezioso “riflettore” dal doppio senso. Dapprima un Promoteo contemporaneo – Promethéus, "colui che riflette prima" – e un potente riflettore che, attraverso un fascio di luce ben definito colpisce le nostre anime, illuminandone angoli ed anfratti che nemmeno sapevamo di avere. La luce porta conoscenza, la conoscenza porta consapevolezza, merce ormai rara”, si legge nella motivazione del Premio. “Per noi è una tappa significativa: quante ne sono successe in questi anni, quanti personaggi ci hanno insegnato qualche cosa. Il giornalismo italiano e internazionale è passato di qua, pur tra qualche variazione, come per esempio nel 1991, con una straordinaria donna, che si chiamava Rita Levi Montalcini e che ci ha regalato un’esperienza indimenticabile, con il suo libro “Elogio all’imperfezione”. La scelta della giuria di quest’anno va un po’ nella direzione di allora. Il nome che è emerso è forse distante dal giornalismo puro, ma ci offre interessanti e preziosi spunti di riflessione. Del resto, il numero 40 – i quarant’anni del Premio – ci obbliga e stimola a pensare”, evidenzia Antonio Gioco. La cerimonia di premiazione si terrà, come da tradizione, la sera del 1° dicembre, nelle sale del Ristorante 12 Apostoli, durante la cena, dedicata al Vincitore. Massimo Recalcati, in precedenza, il pomeriggio, sarà al Piccolo Teatro di Giulietta (entrata da via Cappello, ad ingresso libero), dove – moderatrice Monica Rubele – sarà intervistato da alcuni dei 12 giurati. Ad incoronare Recalcati, quale vincitore del quarantesimo Premio, sono stati i 12 “Apostoli”, 12 giornalisti, scrittori e artisti, che compongono la giuria: Gian Luigi Beccaria, Marzio Breda, Ferruccio de Bortoli, Luca Goldoni, Massimo Gramellini, Stefano Lorenzetto, Milo Manara, Alfredo Meocci, Ettore Mo, Lorenzo Reggiani, Sergio Romano e Vittorio Zucconi. Importatissima e determinante è stata, durante la conferenza-stampa relativa all’annuncio dell’assegnazione del Premio, la presenza di Giorgio Gioco, che, Padre dei “12 Apostoli” e del Premio stesso, ha sottolineato come egli veda nell’operazione Premio un grande motivo per creare incontro ed amicizia, due momenti, che egli, con eccezionale lucidità e memoria, ha piacevolmente evidenziato, recitando diversi versi in dialetto veronese – versi di Angelìn Sartori – del quale egli è amatore ed appassionato cultore. Il premio, nella sua realtà, consiste, guarda caso, in un’eccellente scultura in bronzo, a cera persa, eseguita da Giorgio Gioco, raffigurante un ramo di melograno, accompagnato dal sua frutto, nel caso, dorato… Giorgio Gioco: grande cuoco, ristoratore, amante della cultura e del dialetto della città scaligera e, al tmpo, anche scultore… Come poteva mancare un “premio 12 Apostoli”? In occasione del quale, il quarantesimo assegnato, nella sua storia, il noto pittore e vignettista, Giancarlo Zucconelli, ha predisposto un attraente e parlante lavoro, che riproduce il premiato Recalcati, che sta psicanalizzando Jacques Lacan, psicologo e filosfo francese, mentre, a destra, Sigmund Freund, sembra osservare il tutto…

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