DUNKIRK: quando in guerra non conta la vittoria, bensì la sopravvivenza

di admin
Il pluripremiato e visionario regista Christopher Nolan, dopo aver esplorato e oltrepassato i confini della fantascienza con “Interstellar” e “Inception” e dello psico-thriller con “Memento”, “Insomnia” e la trilogia del cavaliere oscuro, si addentra nel teatro della guerra uscendone vittorioso o come vuole testimoniare il suo nuovo film, sopravvissuto.

“Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani; combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell’aria. Difenderemo la nostra isola qualunque possa esserne il costo. Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campi, nelle strade e nelle montagne. Non ci arrenderemo mai, e persino se – ciò che io non credo neanche per un momento – questa isola od una larga parte di essa fossero asservite ed affamate, in quel caso il nostro Impero, oltre i mari, armato e vigilato dalla Flotta britannica, condurrà avanti la lotta sinché, quando Dio voglia, il Nuovo Mondo, con tutte le sue risorse e la sua potenza, non venga avanti alla liberazione ed al salvataggio del Vecchio Mondo.” Fu con queste significative e coraggiose parole che il primo ministro inglese Winston Churchill commentò la disastrosa ritirata di oltre 300’000 tra soldati del  British Expeditionary Force (BEF) e delle forze franco-belghe ormai allo stremo delle forze, circondati e bloccati nel paese costiero francese di Dunkerque (poi inglesizzata in Dunkirk) dalle unità corazzate tedesche. Questa evacuazione navale su larga scala, denominata “Operazione Dynamo”, ci viene mostrata da Nolan con un enorme messa in scena perfettamente realizzata grazie alla cura maniacale nei dettagli del regista e degli scenografi (la spiaggia in cui avvengono alcune scene è la stessa dell’operazione), una rievocazione così fedele in tutti gli aspetti che non sembra di visionare un comune film di guerra ma un vero e proprio documentario. Sullo schermo figurano migliaia di soldati su un infinita distesa si sabbia in attesa di essere imbarcati quando all’improvviso, tra le urla e i visi terrorizzati, si sentono le “trombe di gerico” (sirene assordanti azionate dal flusso d’aria) installate sui famosi cacciabombardieri tedeschi Stuka che, in picchiata, sganciano bombe sui soldati inermi. Questa è una delle più impressionanti scene del film in cui, sia grazie all’affannante e incredibile colonna sonora di Hans Zimmer, sia agli effetti sonori di altissimo pregio e immersione, inizia il climax e quindi il ritmo ansiogeno aumenta sempre di più non lasciando mai un respiro allo spettatore. Quest’ultimo rimarrà ipnotizzato dalla magnificenza delle scene e dalla storia di grande coraggio e umanità dimostrato sia dai soldati atterriti che dai loro concittadini. Impressionanti sono soprattutto i continui inseguimenti dei caccia Spitfire inglesi e Messerschmitt Bf 109 tedeschi tra i cieli dello stretto della Manica con inquadrature e una fotografia semplicemente unica grazie alle grandi abilità di Nolan e del direttore della fotografia Hoyte Van Hoytema. Il cast presenta nomi di elevata importanza e bravura come Mark Rylance, Tom Hardy, Cillian Murphy e Kenneth Branagh. Chistopher Nolan, con questo film, ha voluto concentrarsi sull’immedesimazione in quei soldati che per vari giorni furono lasciati in balia di loro stessi e di conseguenza si creò nelle loro stremate menti una ferrea volontà di raggiungere un obiettivo ben più significativo e importante della vittoria ovvero la sopravvivenza, la salvezza della vita e il ritorno a casa. Per questo motivo Churchill, alla camera dei Comuni, definì la ritirata di Dunkerque un miracolo e questo diede la fiducia che la popolazione del Regno Unito aveva bisogno festeggiando il ritorno in patria degli oltre 300’000 soldati.

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