Turismo Veneto, nel 2025 oltre 74 milioni di presenze. Verona accelera, la montagna vola
di Matteo ScolariIl turismo veneto archivia il 2025 con un nuovo record assoluto di presenze: 74.157.123, in crescita dello 0,92% rispetto all’anno precedente, mentre gli arrivi segnano un +2,5%. Un risultato che conferma l’attrattività della regione sui mercati nazionali e internazionali e rafforza il peso strategico del comparto per l’economia del territorio, a partire dall’area veronese.
Il dato evidenzia però una contrazione della permanenza media, che scende da 3,37 a 3 giorni, segnale di un turismo sempre più dinamico, con soggiorni più brevi ma più frequenti. Una tendenza che incide sull’organizzazione dell’offerta e sulla redditività delle strutture, spingendo gli operatori verso servizi flessibili e sempre più personalizzati.
Sul fronte del sistema ricettivo, l’equilibrio è sostanzialmente confermato. Il comparto alberghiero rappresenta il 42% del totale delle presenze, con 30.710.073 pernottamenti (+0,75%), mentre il comparto complementare – campeggi, villaggi turistici, locazioni brevi e altre formule – registra 43.447.050 presenze (+1,4%). Non emergono squilibri significativi tra le diverse fasce dell’hotellerie, a differenza di quanto accaduto negli anni precedenti, quando le strutture di alta gamma crescevano a scapito di quelle medie e basse.

Tutte le destinazioni regionali chiudono l’anno con segno positivo. Il Mare raggiunge 25.888.677 presenze (+0,13%), le Città d’Arte 25.943.299 (+0,85%), il Lago 14.416.363 (+0,25%), le Terme 2.850.059 (+0,8%). Ma il dato più rilevante arriva dalla Montagna, che segna 5.058.725 presenze con un +7,9%, affermandosi come il segmento più dinamico dell’anno.
Le Dolomiti, in particolare, registrano un +8,1%, con picchi significativi nei mesi di settembre (+13% rispetto allo stesso mese del 2024) e ottobre (+29,5%), tradizionalmente considerati di bassa stagione. Dicembre segna un +9,65%, in una fase già influenzata dal clima pre-evento olimpico, evidenziando una crescente destagionalizzazione dell’offerta montana e un ampliamento del calendario turistico.

Per quanto riguarda il quadro territoriale, Verona si distingue con un +3,7% nel comparto alberghiero e un deciso +13,5% nelle locazioni brevi, confermando il ruolo centrale della città scaligera nel panorama turistico regionale. Segno negativo invece per Venezia, che registra un -2,4% complessivo (alberghiero -2,1%, locazioni brevi -0,7%), mentre Jesolo chiude a +1,2% e Chioggia-Sottomarina segna il miglior risultato tra le località balneari con un +6,8%.
Le Città d’Arte e le Terme hanno recuperato nel secondo semestre dopo un avvio d’anno sotto le attese; il Mare ha compensato il rallentamento iniziale a partire da luglio, mentre il Lago si mantiene stabile.

«I numeri del 2025 ci consegnano un quadro di soddisfazione e fiducia”, dichiara Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto. «Registriamo un nuovo record assoluto di presenze e un equilibrio complessivo tra le diverse destinazioni che dimostra la solidità del nostro sistema turistico, Non possiamo non evidenziare la ripresa delle Città d’Arte, che dopo un primo semestre più complesso hanno recuperato nel secondo, lasciando ben sperare per questa stagione, così come il risultato positivo delle Terme, che registrano un incremento significativo rispetto a un inizio non semplice».
Il presidente poi si sofferma sui dati della Montagna che sono protagoniste più che mai della stagione invernale del Paese. «Ma il dato più rilevante è quello della Montagna: con l’avvicinarsi dell’evento olimpico sta vivendo un vero e proprio booster di crescita. Oggi la montagna veneta diventa la regina del turismo regionale, con risultati straordinari soprattutto nelle Dolomiti, che confermano la forza del posizionamento internazionale del territorio. Il Veneto dimostra ancora una volta di essere una destinazione completa, capace di crescere in modo equilibrato e di interpretare i nuovi trend del mercato con maturità e visione».
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