Vinitaly, presidente Zaia: “Candido La Valpolicella a patrimonio dell’umanità”. Appello al ministro: “Autorizzi l’ingresso delle varietà resistenti nei vini a denominazione a tutela qualità salute e ambiente”.

di admin
“Ringrazio di cuore il ministro Martina perché si è speso personalmente per la candidatura nazionale delle colline del Prosecco a patrimonio dell’umanità Unesco. Ma ora, in atteso del pronunciamento dell’Unesco di Parigi, la Regione Veneto vuole lavorare a fianco del Ministero per predisporre un ulteriore dossier: dopo la candidatura delle terre del Prosecco, che mi…

Questo il nuovo traguardo lanciato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia inaugurando a Verona la 51esima edizione del Vinitaly, insieme al ministro Maurizio Martina e al commissario europeo Phil Hogan.
Il salone internazionale dei vini ha sede storica a Verona – ha ricordato Zaia . perché il Veneto è la prima regione produttrice di vini in Italia, con oltre 10 milioni di ettolitri, 22 mila addetti, 30 mila aziende e 86 mila ettari. “Questo grande vigneto, frutto del lavoro operoso dei nostri produttori, esporta oltre il 35% dell’export nazionale e vale 2 miliardi di euro. Il Veneto è il quarto esportatore di vini a livello mondiale”.
Dal palcoscenico mondiale del Vinitaly Zaia ha guardato alle prossime sfide che attendono il settore. “La prima è quella della burocrazia", ha premesso il presidente del Veneto, nel sottolineare che “i nostri agricoltori non sono dei devastatori dell’ambiente: se non ci fossero loro, con il loro lavoro quotidiano tra i filari, le colline del Veneto sarebbero già franate”, sottolineando anche come produttori e consorzi veneti siano in prima fila nello sperimentare nuove prassi.
“Vogliamo essere i primi ad investire sulle varietà resistenti, cioè su vitigni che non necessitano più di trattamenti anticrittogamici – ha assicurato Zaia – Infatti, le uniche due regioni che sono state autorizzate sulle varietà resistenti sono il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Tuttavia – ha avvertito il presidente, facendo appello al Ministro Martina – l’autorizzazione, così come attualmente normata, non è valida per le vigne a denominazione. L’Italia ripensi il sistema delle autorizzazioni e si faccia come negli Stati Uniti, in Germania, nella Repubblica Ceca, dove le varietà resistenti sono autorizzate ad entrare nelle denominazione d’origine”.

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