“Il Piano d’Azione Nazionale – PAN e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, nelle aree frequentate dalla popolazione”.

di admin
Convegno, organizzato da “amia”, Azienda per la pulizia della città di Verona, e dall’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini – AIDTPG, e tenutosi a Verona.

L’incontro, seconda edizione, dal titolo “Il Piano d’Azione Nazionale e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, nelle aree frequentate dalla popolazione” ha destato massimo interesse fra i tecnici del settore ed ha avuto luogo – moderatore: Marco Magnano – in un’affollatissima sala-convegni dell’Hotel Leon D’Oro, Verona, il 21 marzo 2017. Più precisamente, temi all’ordine del giorno sono state le “Prospettive di sviluppo del quadro normativo nazionale ed europeo – criticità gestionali – analisi dei costi e dei metodi alternativi, per il controllo della flora infestante”. Hanno esposto dettagliatamente le loro esperienze gli esperti ed i tecnici Andrea Miglioranzi, presidente di “amia”, Verona; il presidente AIDTPG, Stefano Cerea; Bartolomeo Amidei, senatore e capogruppo della 9ª Commissione Agricoltura e della 14ª Commissione Unione Europea; Enrico Savona, Europa ECPA – con la relazione “Gli usi extra-agricoli di agrofarmaci negli Stati, membri dell’Unione Europea”; Gabriele Zecchin – con la relazione “Aggiornamento: prodotti fitosanitari, ammessi nelle aree frequentate dalla popolazione”; Nicoletta Vai – con la relazione “Linee d’indirizzo e protocolli tecnici; l’esperienza della Regione Emilia Romagna”; Alice Parasecolo, per Agrofarma – con la relazione “ Ruolo di Agrofarma, a supporto degli usi extra agricoli”; per AGRI 2000, Daniele Lugaresi, – con la relazione: “Analisi dei costi gestionali del verde pubblico, in Comuni, prati per golf, aree ferroviarie, strade ed autostrade”; per l’Ordine dei Dottori in Agrarie Forestali di Lombardia, Gianni Azzali – con la relazione “Applicazione del PAN, nel rispetto delle norme fitosanitarie”– il contribuito degli agronomi”; per AIDTPG, Ulrike Buratti – con la relazione “ Sopravvivere senza fitofarmaci, l’esperienza della città di Bolzano”; per l’ULSS 9 Scaligera, Marco Bellomi – con la relazione ”Iniziative di sensibilizzazione”; sul tema “Criticità gestionali” hanno relazionato, per il settore Golf, Alessandro De Luca; per il settore Ferrovie, Alberto Virgili; per il settore autostrade, Andrea Angeli e, per ANAS, Giuseppe Toscano.
Dalle relazioni, dai contenuti molto sentiti e dettagliati, nonché frutto di reale esperienza, nella gestione del verde urbano e non, è emersa la grande attenzione, in sede comunale, regionale, nazionale ed europea, ad un uso, il più contenuto e corretto possibile, dei fitofarmaci, onde, come del resto previsto dalle normaive, evitare inquinamento e, soprattutto, danno ai cittadini, i quali, devono venire trattenuti dall’adire a zone trattate, almeno per tre ore, a partire dal momento dell’intervento. E parliamo di strade, di marciapiedi, di aree ferroviarie, ma, anche di binari, di giardini, di aree scolastiche, di percorsi pedonali o per biciclette, di tappeti erbosi, di parcheggi, di aree sportive, di campi da tennis, da calcio, da golf, e cimiteriali, di zone agricole, nei quali i trattamenti vengono posti in atto, in buona parte, per il diserbo. Il quale va eseguito con mezzi non eccessivamente invasivi, dannosi all’uomo, compresi gli addetti ai trattamenti, agli animali e alle acque di superficie e sotterranee. Circa l’attenzione, verso un uso sostenibile di diserbanti, onde evitare effetti negativi, si rende necessaria maggiore informazione, volta anche al cittadino, in collaborazione con i Ministeri della Salute, dell’Agricoltura e dell’Ambiente, da porre in atto pure negli Istituti Agrari. Inoltre, sarebbe certamente benvenuta una legislazione unica, a livello strettamente nazionale, in materia di realizzazione di sostenibilità, senza che ogni Regione realizzi la propria. Quanto ai costi per il diserbo – quello a mano, usando, per esempio il decespugliatore, sarebbe l’ideale, ma, ha costi giornalieri, piuttosto sostenuti – essi variano a seconda che tale diserbo avvenga, appunto, manualmente o a seconda del tipo di diserbante impiegato, tenendo presente, tuttavia, che, con il diserbo manuale, non si risolve definitivamente il problema, visto che, attraverso lo stesso, della pianta trattata, si elimina solo la parte aerea e non la radice. Tali costi vanno da 134.-€, con l’uso di glifosate, sino a raggiungere i 448.-€ al giorno, impiegando, in quest’ultimo caso, l’acido pelargonico, che, d’origine naturale, è ovviamente il migliore. Le biotecnologie sarebbero il massimo, ma, non garantiscono effetti sicuri e duraturi.
Un convegno assai costruttivo, dunque, che ha messo in guardia, ancora una volta, gli operatori del settore, sulla necessità di applicare massima consapevolezza sui rischi potenziali per la salute umana e per l’ambiente, nell’uso dei prodotti fitosanitari e, quindi, dei diserbanti, convegnoverona@fleishmaneurope.com.
Pierantonio Braggio

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