Agroalimentare e sostenibilità nel Veronese. Due grandi temi, oggetto del convegno alla Gran Guardia, Verona, tenutosi il 16 marzo 2017.
di adminI due importanti assunti sono stati al centro del convegno, tenutosi presso il Palazzo della Gran Guardia, il 16 marzo 2017, a cura di veronanetwork, 045 8650746, in collaborazione dei relatori: Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto; Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura, Verona; Claudio Valente, presidente di Coldiretti, Verona; Christian Marchesini, presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini della Valpolicella; Luigi Turco, presidente della Cantina Valpantena; Pierangelo Tommasi, vicepresidente Famiglie dell’Amarone; Andrea Lavagnoli, presidente Cia, Verona; Gianni Dalla Bernardina, presidente di Verona Mercato S.p.A., ed Ezio Dalla Valentina, presidente del Consorzio di Tutela del Formaggio Monte Veronese. Si è avuto significativo quadro dell’attualità dell’agricoltura veneta e veronese (16.1921 aziende, un numero fortemente ridotto, rispetto ad un recente passato), con importante percentuale di prodotto esportato, soprattutto vino, e delle provvidenze disposte da Regione Veneto; difficile da risolvere, fra gli altri, il problema della produzione di mele, che, pur di alta qualità, subiscono la forte concorrenza del’export polacco, per cui, determinante sarebbe una legislazione europea in materia, anche con riferimento ad altro agroalimentare dall’Est europeo, tenuto conto che detta voce significa anche carne, latte e formaggi…; incisiva l’azione del Mercato Ortofrutticolo veronese, con 62 operatori, il secondo in Italia e volto all’Europa, ma, non favorito da necessarie presidenze di lunga durata; forte l’impegno dei vitivinicoltori in fatto di sostenibilità, che se vale giustamente per l’ambiente, grande importanza essa ha anche per lo stesso agricoltore; in materia, sono molto impegnati il Consorzio Valpolicella, iniziatore del principio RRR – riduci, in fatto di fitofarmaci e di concimi; rispetta, quindi, di giusta conseguenza, la zona e, al tempo, risparmia: un complesso innovativo e determinante, apprezzato e posto in atto anche da Cantina Valpantena (370 soci) e che deve servire, pure come modello, da diffondere nella coltivazione della vite e, aggiungiamo, nell’agricoltura in genere, formando, in merito, i coltivatori e soci di consorzi e cantine stessi; l’attenzione al non inquinamento ha pure un costo, che, tuttavia, vale la pena d’assolutamente sostenere…; non meno importante è la considerazione da volgere all’agricoltore, il primo attore, nel campo agricolo, troppo poco nominato e per nulla in vista, presso il consumatore, il quale deve sapere che senza agricoltore e senza il suo impegno, non ci sarebbe agricoltura, e che, senza agricoltura, non ci sarebbe vita. E, quindi, neanche progresso… Un convegno importante, di esposizione di pareri, di visioni diverse, di confronti, di richieste d’intervento, in fatto di meno imposizione fiscale e di burocrazia, tutti dal contenuto molto costruttivo e miranti ad un agroalimentare e ad una sostenibilità sempre migliori, nell’interesse d’un mondo agricolo, che va incisivamente supportato, e della società in generale.
Pierantonio Braggio
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