Con Trump si è visto che la regina CINA è nuda.
di adminDiceva qualcuno che si sono spellati le mani dall’applaudire per un intervento dove il premier cinese Xi Jinping raccontava che non è la globalizzazione la madre di tutte le crisi e che la Cina tende la mano per ovviare a certi squilibri mondiali. Che dire, l’analisi di questo gesto non può prescindere dalle dichiarazioni del Prossimo Presidente degli Stati Uniti che ha capito che il nemico ora non è più la Russia, ma il pragmatico comunismo mercatale cinese. La Cina che tra un po’ supererà come potenza economica gli USA si è detta disponibile a raccogliere la sfida globale e a guidare le nazioni libere contro il protezionismo. Citando frasi fatte e storicismo che vanno bene un po’ in tutti i tempi a Davos , ameno paesino svizzero molto ben protetto, i finanzieri pieni di soldi di carta e con le cartucce dell’economia reale bagnate forse si sono accorti che sono bastate quattro frasi pre insediamento di Trump per far smuovere il gigante cinese e scoprire che questo è il vero nemico economico da battere dei prossimi decenni per le economie occidentali, e in primis l’America di Trump. Ora la globalizzazione richiede accordi e regole anche per i migranti che nei prossimi decenni gireranno il mondo, accordi e regole che finora la Cina, con vari escamotage, ha snobbato. E’ ovvio che un protezionismo becero non è la risposta alla globalizzazione ma dato che i tempi con cui avvengono le crisi sono sempre più ristretti, ecco allora che una sana dose di prudenza e di protezionismo è indispensabile per dar modo a chi produce, alle imprese italiane, venete e veronesi in particolare, di prendere le misure e non di subirle, allora si capirà meglio perchè la Cina commerci solo con le sue regole protezionistiche mentre impone agli altri libertà e internazionalizzazione.
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