Elezioni e referendum

di admin
Ormai siamo in stagione di elezioni e di referendum. IL referendum regionale sulla maggiore autonomia del Veneto, le elezioni provinciali, i referendum probabili sulle leggi relative al Lavoro e le elezioni politiche.

Spiegato che le provinciali servono per eleggere una manciata di consiglieri provinciali che ormai non hanno più competenze e son dette di secondo livello perchè votano i già votati consiglieri comunali, riserveremo una quota maggiore di interesse al referendum regionale consultivo e alle leggi elettorali. Le provinciali stanno precedendo in tutta Italia, anche se a Verona, per un errore, si trascineranno di qualche giorno, nelle altre province italiane si andrà avanti ancora un po’ per la neve un po’ per scelta, forse di non stare troppo vicino alle feste che si rovinerebbero da malumori sempre presenti quando si fanno nomi come in questo caso. Siamo anche in attesa delle sentenze della Corte Costituzionale, che decideranno il da farsi in materia di legge sul lavoro e in materia di legge elettorale (è strano che la materia elettorale sia questione ordinaria, ma così prevede la nostra Costituzione). Se le firme raccolte sono sufficienti non è ancora chiaro se i quesiti potranno essere sottoposti alla volontà popolare. Se saranno chiari e precisi, in poche parole ammissibili data la scarsa ignoranza dei cittadini medi, si andrà a votare dato che allo stato pare che il Governo non intenda modificare la legge di riforma ma di escutere la fiducia popolare. Più delicata pare la situazione che verrà a crearsi sulle leggi elettorali a seguito della prossima sentenza della suprema Corte. Ci troveremo con una legge per il Senato ed una per la Camera dei Deputati, ragion per cui in molti dicono si cambi la legge e poi si voti, ma, forse i più, dicono: basta imbrogli andiamo a votare con quello che c’è. Ovviamente ognuno fa i conti con quella legge elettorale che alla luce dei sondaggi gli fa più comodo per cui la proposta in campo del Governo di riprendere il vecchio sistema di spartire la torta con i collegi per senatori e deputati e un fettina di proporzionale è in fase di grande discussione anche se in teoria godrebbe di larga maggioranza ( non larghissima però). E infine, dulcis in fundo, veniamo a referendum consultivo che sempre la Corte costituzionale ha salvato rispetto alle richieste della Regione Veneto che sono state tutte falcidiate tranne una. Orbene questa ha una forte valenza politica , servirà a testare la volontà dei Veneti di autonomia di essere un po’ più simili alle Regioni limitrofe (Trentino AA e Friuli VG) che strozzano l’economia veneta con i lor privilegi. Servirà a far capire se i cittadini del Veneto sono disposti a seguire il Governatore Zaia su questo terreno oppure preferiscono seguire il governo centrale. E’ quindi una stagione di grandi scelte quella dei prossimi mesi in cui i cittadini dovranno esprimersi anche se probabilmente sono stanchi di vedere le loro decisioni derise e svilite con interpretazione che i vari organi esecutivi e legislativi sistematicamente hanno sempre fatto. Comunque questa è la democrazia, ristretta e violata, e che, come si sa, non è certo la forma di governo più efficiente ma è quella che comporta meno rischi per il popolo che disinteressandosene diventa bue, cornuto e mazziato.

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