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La Comunità Ebraica di Verona ha festeggiato “Hannukkah” 2016.

di admin
La “Festa delle Luci”, celebrata in Piazza delle Erbe.

Fra le feste religiose del grande mondo ebraico, forte importanza e significato assume “Hannukkah” o “Festa delle Luci”, che si rinnova nei giorni, che vanno dal 25 di kislév (novembre-dicembre) al 3 di tevét (dicembre-gennaio) d’ogni anno. Per la seconda volta, a Verona, la locale Comunità Ebraica ha felicemente celebrato la “Festa delle Luci”, il 25 dicembre 2016 – il nostro giorno di Natale – in Piazza delle Erbe, nel centro della città scaligera. “Hannukkah” ha un’origine molto lontana, radicata nell’anno 165 a. C., quando, ben oltre duemila anni orsono, il re di Siria, Antioco Epifane IV, non solo invase la terra del popolo d’Israele, ma, pure saccheggiò e dissacrò il Tempio in Gerusalemme – nel tentativo di sradicare la religione ebraica e di ellenizzarla o, in altro termine, di grecizzarla – trasformando lo stesso in luogo di culto pagano. Ad Antioco IV, che aveva proibito la pratica della religione ed ogni usanza ebraiche, si ribellarono l’ebreo sacerdote Mattatia Maccabeo (morto nel 165 a.C.) e, quindi, suo figlio Giuda (191-160 a. C.), con la loro famiglia e i loro seguaci, vincendo Antioco. Nel Tempio, era conservato, in brocche, l’olio per l’alimentazione della lampada ‘Menorah’ – le sue sette braccia ricordano i sette giorni della Creazione – brocche, che, durante l’attacco, furono distrutte, mentre l’olio andò perduto. Riordinando, riportando il Tempio alla sua originale destinazione – voci che si riassumono nel termine Hannukkah” – fu ritrovata un modestissima quantità di olio, in una piccola brocca, evidentemente, sfuggita furia devastatrice dei seguaci di Antioco. Tale limitata quantità d’olio era considerata appena sufficiente, per tenere accesi i lumi di Menorah solo per un giorno, mentre Menorah doveva restare perennemente accesa… Si verificò un miracolo: con il pochissimo olio disponibile, Menorah diede le sue fiammelle, per otto giorni…
Poiché, per ripristinare l’altare del Tempio, furono necessari otto giorni e otto giorni, in precedenza, bruciò Menorah, otto giorni durano i festeggiamenti di “Hannukkah”, come in precedenza accennato, giorni durante i quali anche oggi s’accendono spesso candeline, segno di luce, luce derivante dal cuore, di fratellanza, di libertà e di pace, come ha sottolineato il giovane ed attivo rabbino di Verona, Yosef Laby. In Piazza delle Erbe, per l’occasione di “Hannukkah”, dominava un candelabro a nove braccia, delle quali, otto, simboleggianti le otto ferree lance, trovate nel Tempio dai liberatori e sulle punte delle quali, un volta inserite le aste nel pavimento, furono applicati, otto lumi – narra la Mishnah, uno dei testi base dell’Ebraismo; la fiammella centrale del candelabro, sempre accesa, invece, serve ad accendere, quando necessario, le altre… Ebbene, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha acceso le prime due candele di destra del grande candelabro, esprimendo il suo compiacimento per l’importante celebrazione, che avendo avuto luogo, la sera del giorno di Natale, ha creato un rilevante momento di unione e di comprensione, segni di convivenza pacifica fra i popoli. Hanno accompagnato la celebrazione musiche e canti ebraici, che permettevano di chiaramente e ripetutamente udire il noto ed augurale termine ebraico shalòm, che significa pace! Grandioso evento, apprezzatissimo da interessata folla di cittadini e di turisti, che, con la loro presenza, hanno dimostrato come alta sia la sensibilità per il rispetto della religione d’altri popoli e come vivo sia l’interesse alla conoscenza della vita della Comunità ebraica veronese. Comunità, che invitiamo cordialmente a presentarsi di più, per fare conoscere la sua importante storia, la sua antica religione e la sua antica cultura.
Pierantonio Braggio

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