“Istituto Professionale Alberghiero Angelo Berti”, Verona.

di admin
Grande istituzione, che non solo insegna, ad alto livello, accoglienza, ristorazione e promozione dell'agroalimentare veronese, ma, crea nei giovani anche attenzione per le lingue e per formative esperienze all’estero.

    In un’economia, nella quale la concorrenza, agguerritissima e senza limiti, domina in ogni settore, massima importanza acquisiscono, oggi, la cultura in generale, e, in particolare, la più perfetta possibile conoscenza delle lingue e di pratiche esperienze, acquisite con adatte permanenze all’estero. In questo quadro, ottimamente opera l’Istituto Professionale Alberghiero Angelo Berti, Verona, che, oltre all’alta professionalità dei suoi docenti e al prezioso contenuto della loro azione didattica, ha offerto, quest’anno, a propri studenti, l’opportunità, supportata dalla Regione Veneto, di un curato approfondimento della lingua straniera, dei metodi d’accoglienza e della ristorazione, questa volta, inglesi. Elementi, questi, indispensabili, accanto ad esperienze, vissute in altri Paesi europei, onde i giovani diplomati, non solo trovino adeguato impiego, ma sappiano corrispondere perfettamente alle esigenze del turismo nostrano ed internazionale, che sempre più onora il Veneto e l’Italia e che costituisce fonte essenziale d’entrata nella bilancia dei pagamenti. In tale quadro, di grande importanza è il “Progetto Move 2.0”, che è parte d’un programma operativo regionale, finanziato da speciale fondo, posto a disposizione dall’Unione Europea. Detto Progetto mira a fare acquisire familiarità ai giovani con le lingue e a rafforzarne le competenze – nel nostro caso, si poteva scegliere fra inglese e tedesco, con permanenze, quindi, o in Gran Bretagna o in Germania – onde facilitare l’introduzione dei giovani stessi nel mondo del lavoro, relativamente alla loro specializzazione. Per l’anno 2016, il citato Progetto poneva a disposizione dell’Istituto Berti – sezioni di Verona e di Soave – circa 160.000-.€, importo che ha consentito all’Istituto stesso di offrire a giovani, delle classi terze, un corso preparatorio d’inglese, con docente di madrelingua, di 40 ore, qui a Verona, e di inviare, quindi, in Gran Bretagna, e più precisamente a Chester, contea di Cheshire, 30 di essi della sede di Verona e 30 della sede di Soave, con una permanenza, per ambo i gruppi, di due settimane.  A Chester, i corsisti, per i quali, pure vitto ed alloggio erano gratuiti, oltre ad avere assistito a 72 ore di lezione, hanno avuto contatti diretti con cittadini, per conoscere gli stessi, la città ospitante – cui si sono aggiunte anche Liverpool e Manchester – ed il modo di vita quotidiano, ed hanno visitato, e siamo al lato pratico, con la sua indubbia utilità, una Scuola alberghiera, alberghi, hotels, un’azienda agricola, trattando in essa i temi della coltivazione, della sostenibilità, del biologico, nonché di Km 0… Ovviamente, non potevano gli studenti veronesi trascurare l’opportunità di esibirsi nella già appresa arte culinaria, preparando piatti speciali. Una volta rientrati, i giovani corsisti si sono sottoposti a esame in fatto di certificazione linguistica, denominato PET B1, esame che corrisponde al grado intermedio, previsto dalla Cambridge School, Verona. Non sappiamo, se siamo riusciti a dare un’idea completa di una grandiosa operazione, che è stata di grande interesse e profitto per i giovani e per la loro preparazione, ma, l’iniziativa dell’Istituto Professionale Berti è da considerarsi di massima portata, in un momento in cui, finalmente, inizia a trovare realizzazione, nella scuola italiana, il diretto contatto della stessa con il mondo del lavoro. Molto soddisfatto il preside, Antonio Benetti, che si è congratulato con i giovani, che hanno partecipato, con interesse al corso loro proposto, e con i professori, organizzatori dello stesso, Roswitha Schatzer, per la sede di Verona, e Stefano Zandonà, per la Sede di Soave, e con gli accompagnatori dei due gruppi, Daniele Rovito e Maria Anna Cammarata, per Verona, e Maria Barbera ed Alessandro Ferro, per Soave. Interessanti particolari sulla permanenza a Chester dei giovani studenti veronesi, si sono appresi durante un felice incontro con gli stessi, avvenuto il pomeriggio del 16 dicembre 2016, che è servito a confermare, ancora una volta, quanta importanza abbia il contatto diretto del mondo della scuola, sia con l’oltre confine, sia con l’impresa. Che è quanto assolutamente è indispensabile per il futuro dei nostri giovani. Che non devono essere solo nutriti di teoria, sempre importante, ma, anche di mirata pratica.
Pierantonio Braggio

Condividi ora!