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Uno splendido mosaico romano, risalente al II sec. d. C., arricchisce il patrimonio museale di Castelvecchio.

di admin
Importante e ben conservato, il reperto è esposto in una sala, dalla quale si può vedere il luogo del rinvenimento, in prossimità dell’Arco dei Gavi.


Tutto è iniziato negli anni 2011-2013, quando si pensò di dare esecuzione al progetto di Conservazione e di protezione dell’Arco dei Gavi e al riordino di piazzetta Castelvecchio, di fronte a corso Cavour, la romana via Postumia. Essendo prevista la realizzazione di una barriera protettiva dell’Arco dei Gavi, attraverso la creazione d’un vallo, che avrebbe dovuto circondare il monumento, ivi ricostruito nel 1932, durante i lavori, sono emersi reperti archeologici dei periodi romano e medievale. Il successivo scavo archeologico, cominciato nel maggio 2012, ha portato alla luce un’articolata sequenza stratigrafica, con testimonianze, come sopra appena citato, del periodo romano sino all’epoca medioevale.
Immediatamente, a lato dell’Arco, a quota di m -2,19, rispetto alla base del monumento ed in prossimità del muro di contenimento del vallo del Castello scaligero, è stato rinvenuto un mosaico di m 5 x 3.10, in buono stato di conservazione e presentante un motivo decorativo di tipo geometrico, a cerchi secanti, componenti quadripetali bianchi, con rettangoli iscritti all’interno, bordato da una cornice, con fasce bianche, nere e gialle… Rimosso il mosaico, allo scopo di meglio conservarlo e di renderlo facilmente visibile agli interessati, nella sua interezza, esso è stato allocato in uno spazio museale, all’interno dell’ala Est del Museo di Castelvecchio. Tale posizione, situa l’opera – non consentendo la sua forma planimetrica, dato il modesto spazio disponibile, la tradizionale posa a pavimento, il reperto è esposto in posizione inclinata, con il lato lungo verso la base – vicino all’Arco dei Gavi, luogo del ritrovamento, che, appunto, bene si vede, stando accanto al mosaico stesso. Accostamenti ottimamente azzeccati, che pongono il visitatore a contatto con l’ambiente, a suo tempo, romano, che ospitava una residenza romana, una domus, di m 70 x 80 del II secolo d.C., dotata del detto mosaico, successivamente abbandonata a causa di pericolose incursioni e, quindi, distrutta. Un rinvenimento che, con l’attento lavoro di recupero eseguito, non solo è stato valorizzato, ma, che, valorizza ulteriormente l’offerta museale di Castelvecchio – Sala del Mosaico – e di Verona romana. Hanno ufficialmente presentato il prezioso reperto il sindaco, Flavio Tosi, l’assessore Edoardo Lana e la direttrice dei Musei Civici di Verona, Margherita Bolla.
Pierantonio Braggio

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