Bilancio 2015-1016 della Cantina Soave. Siamo al record!

di admin
Coesione fra soci e professionalità nella strategia aziendale, alla base del successo.

Fossero così tutti i bilanci! Nonostante la difficile situazione economica nostrana e geopolitica, coesione, volontà, l’impegno e professionalità vincono sempre. Parliamo di Cantina Soave, che ha visto approvato, nell’appena trascorso novembre, il suo bilancio 2015-2016. Una chiusura dei conti, che costituisce un vero unicum, nella storia amministrativa e contabile della Cantina stessa. Un bilancio dai risultati brillanti, da record e, quindi, di grande soddisfazione – ha affermato Attilio Carlesso, presidente di Cantina Soave – il migliore dall’inizio dell’attività della Cantina, che vede venduta metà della sua produzione in Italia e metà all’estero, con vantaggio del territorio, sul quale lavorano 2200 soci, in 32 comuni veronesi. Nella sua realtà numerica, il bilancio presenta un consolidato di 116,5 milioni di euro, derivante, soprattutto, da imbottigliato a marchio; un patrimonio netto di oltre 55,5 milioni di euro; un utile d’esercizio di 1.792.000 d’euro; una disponibilità finanziaria di 21.701.000 euro; una liquidità di 30.025.000 euro; conferimenti di uve alla Catina per 71,5 milioni e remunerazione del conferito per 55 milioni di euro, voci, queste ultime, in costante aumento. La situazione della cantina – spiega Bruno Trentini, Direttore Generale dell’Azienda – appare più che mai solida ed equilibrata, in tutte le sue componenti. L’ottima performance dei vini imbottigliati, e tra questi, in particolare quella dei prodotti a marchio aziendale, è un risultato molto importante che consolida una posizione acquisita, già da qualche anno. Nel corso dell’esercizio, l’azienda ha, infatti, proseguito nella sua politica commerciale, sia in Italia che all’estero, rafforzando i brands già esistenti e creandone di nuovi, al fine di consolidare le attuali posizioni di mercato e di conquistarne altre. “Per quanto riguarda la valorizzazione delle denominazioni territoriali – continua il direttore Trentini – gestire una denominazione significa stabilire la quantità di prodotto da immettere sul mercato senza creare esuberi e definire il posizionamento più corretto per la stessa. Questo è quello che è stato fatto all’inizio degli anni 2000 per le tipologie Soave (Cantina di Soave gestisce oggi il 48% dell’intera DOC Soave e il 43% della DOC Soave Classico) e Valpolicella (Cantina di Soave gestisce oggi il 49% dell’intera DOC Valpolicella) e successivamente per il Lessini Durello (Cantina di Soave gestisce oggi il 70% dell’intera DOC Lessini Durello), con il risultato che allo stato attuale queste denominazioni sono tra le più remunerative per il viticoltore nel panorama nazionale”.
Circa gli investimenti, durante l’esercizio 2015/16 sono iniziati lavori di ristrutturazione e di ampliamento, che prevedono la totale riorganizzazione dello stabilimento di Viale della Vittoria, a Soave, dalla fase di conferimento all’imbottigliamento, e che permetteranno di realizzare oltre 80 milioni di bottiglie l’anno. Ad oggi, sono stati completati il depuratore e la palazzina adibita a centro servizi, che si trova all’ingresso della sede, e si è iniziato a costruire il nuovo magazzino di stoccaggio, che sarà completamente automatizzato. Nel corso del prossimo esercizio, si procederà all’ampliamento dell’attuale corpo uffici e si inizierà a costruire il nuovo reparto di affinamento. Sempre rimanendo all’interno dell’area di produzione della stessa denominazione, è stato anche acquisito un edificio attiguo e complementare allo stabilimento di Illasi, che verrà ristrutturato e dedicato all’ospitalità della Cantina, in modo da implementare le attività di Borgo Rocca Sveva, ponendo l’attenzione sulla denominazione Valpolicella. Importante il contributo, in infrastrutture, di Cantina Soave, concretizzato in collaborazione con il Comune. Un complesso, Cantina Soave, di grande portata, con risvolti anche sul movimento locale della Cittadina scaligera, che con la sua arte, la sua storia, le sue verdi colline, vede sempre più presenti visitatori italiani e stranieri – grazie al brillante Soave – che attualmente si possono quantizzare nel numero di circa 50.000 l’anno. Gli stessi, non solo visitano la Cantina, nel suo evidente e restaurato aspetto antico, ma degustano all’aperto, nel vigneto, a cura della Cantina stessa, l’ottimo succo d’uva, figlio diretto de vitigno Gargànega, nelle diverse sue varietà, apprezzando tale informativo aspetto didattico. Ed anche tale azione è frutto di professionalità, di lungimiranza, d’incisiva opera di convincimento, che si rinnova e rafforza costantemente, presentando il prodotto vino, nel suo verde, fresco e caratteristico territorio – che viene pure, indirettamente, valorizzato – della bionda uva del Soave. Che, con la sua Cantina, produce vino, ma anche occupazione e ricchezza, che è quanto di meglio si possa realizzare, attraverso l’impiego sostenibile di quanto offre la terra. L’incontro di presentazione dei positivi dati, di cui sopra, ha avuto luogo il 2 dicembre 2016, nella Sala-Arena dell’Hotel Due Torri, Verona, ideata e sapientemente affrescata dall’artista veronese Pino Casarini (1897-1972).
Pierantonio Braggio

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