LAVORO: ASSESSORE DONAZZAN, “DELUDENTE IL PORTALE DELL’AGENZIA NAZIONALE DELLE POLITICHE ATTIVE –GESTIONE ACCENTRATA PENALIZZA I SISTEMI REGIONALI CHE FUNZIONANO”

di admin
“Deludente. Il portale dell’ente nazionale del Jobs Act è solo una vetrina rivista dei servizi già esistenti del Ministero del lavoro. Dovrebbe gestire tutte le misure sul lavoro in modo unitario e invece si rivela una porta con ben pochi sbocchi”,. Dall’assessore veneto al lavoro e alle politiche occupazionali, Elena Donazzan, arriva una nota fortemente…

“Non basta la messa online del portale dell’Anpal – dichiara Donazzan – a garantire il decollo delle politiche attive del lavoro. A 14 mesi dall’approvazione del decreto legislativo in materia di politiche attive e servizi per il lavoro, ci saremmo aspettati un sistema informativo funzionante in tutte le sue parti, come previsto dalla legislazione in vigore dal 24 settembre 2015. Invece, quello presentato dal Ministro per il Lavoro e dai vertici di Anpal non è altro che un portale che mutua gran parte dei servizi dal precedente sistema del ministero del Lavoro, Cliclavoro, e dal sistema informativo del programma Garanzia Giovani. Una bella pagina web che consacra l’esistenza istituzionale dell’Anpal, finora percepita solo dalle pagine dei giornali, ma non certo per essere porta di accesso ad un sistema informativo unitario in grado di connettere tutti gli operatori e di snellire le procedure burocratiche di gestione della disoccupazione”.


L’assessore Donazzan, che in più occasioni di confronto pubblico e istituzionale con il responsabile Anpal Maurizio Del Conte (l’ultima volta al Job Act di Verona, la settimana scorsa) ha ribadito le proprie forti perplessità sulla gestione accentrata delle politiche di collocamento e reimpiego di disoccupati, inoccupati, espulsi dai processi produttivi, riassume i motivi di preoccupazione e dissenso. “Concentrare tutte le politiche del lavoro in sede nazionale – spiega – spoglia le Regioni della possibilità di organizzarsi in proprio, secondo propri modelli territoriali più efficienti, come accade in Veneto, dove è attiva una rete consolidata pubblico-privata, tra centri per l’Impiego e agenzie del lavoro, che ha in carico 16 mila iscritti alle liste di collocamento. Inoltre la centralizzazione impedisce alle Regioni di introdurre correttivi alla politica nazionale”.


“Anche la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione, avviata da Anpal contestualmente alla presentazione del portale, appare una iniziativa minimale e riduttiva – conclude Donazzan – E’ destinata a circa 20.000/40.000 fortunati selezionati sulla base del codice fiscale su una platea di potenziali beneficiari che si attesta intorno alle 900.000 unità. Ad oltre un anno dall’approvazione del Jobs Act e delle tanto annunciate nuove politiche ‘attive’ per il lavoro ci saremmo aspettati che fosse data finalmente attuazione alla norma, non che ci si limitasse a una timida e limitata sperimentazione a campione”.

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