“Pasta in tavola” è il titolo del libro-strenna della Banca Popolare di Verona, per l’anno 2016.

di admin
L’opera è stata ufficialmente presentata nelle sale di Palazzo Verità Poeta, Verona, con l’innovativa sorpresa di dimostrazioni pratiche di preparazione di “bìgoli”, tortelli e gnòcchi...

La pasta… Un prodotto super casalingo, creato di volta in volta, specie in occasione di festività, da parte delle nostre nonne, che – lo ricordiamo bene e con ammirazione – con “ónto de gómbio”, in dialetto veronese, ossia, con la forza delle braccia, impastavano farina – quella, che proponeva il convento – uova, quando necessario, ed acqua, per preparare la “pasta” – o, quindi, la “sfoglia” per le tagliatelle – cui dare successivamente forma. Un tema interessante e allettante, perché ricorda i bèi tempi, in cui sia assaporavano, prima di averli nel piatto, le “taiadèle ‘n bródo de capón, có’ i figadìni” o i “bìgoli cónsàdi con el sùgo de ànara”. Sono questi alcuni dei temi, trattati in occasione della presentazione del volume Pasta in tavola, il quinto della collana dedicata ai cibi tradizionali, prodotto dalla Banca Popolare di Verona, quale opera-strenna 2016. In un salone affollatissimo, hanno ufficialmente presentato l’opera, il presidente del Banco Popolare, Carlo Fratta Pasini, e l’autore del libro stesso, il giornalista ed esperto nel settore pasta, Carlo Ottaviano, che vedono nella pasta stessa, la nostra pasta, una realtà, una storia ed un’eccellenza tipicamente italiane, tanto che Ottaviano ha potuto appurare, come gli spaghetti, non siano, come si credeva, d’origine cinese ed esistenti in Cina, già cent’anni prima che Marco Polo vi si recasse, ma, che, al contrario, in Cina, all’imperatore, siano stati portati da Napoli… Un’opera importante, dai grandi contenuti, dalla grande storia, evidenziata nei particolari, resi parlante dalle numerosissime fotografie, scattate da Silvia Vaulà, e particolareggiate ricette, elencate per regione, contenute in 319 pagine, in carta patinata, e curata da Sagep Editori, Genova, 2016. Ma, questa volta, la presentazione della nuova opera, non è stata limitata solo alle parole, pure importanti, per delucidare scopi e contenuti del lavoro-strenna, essendo stata accompagnata – bravi gli Organizzatori del Banco! – da dimostrazioni pratiche di preparazione della “pasta”, sia dell’impasto che del prodotto finito, poste in atto da chefs di rango, quali Andrea Mantovanelli, Luca Fasoli e Martina Cortelazzo, della veronese scuola privata “Ecucina”, della quale Cortelazzo è direttrice, con sede in via XX Settembre 90, Verona. Oltre alle dimostrazioni, che hanno particolarmente interessato le signore presenti, i tre chefs hanno accuratamente illustrato le preparazioni, che stavano predisponendo a mano, con dati storici – Leonardo da Vinci aveva ideato anche una macchina per dare forma alla pasta – e pratici, d’altissimo interesse, con particolare attenzione alle tradizioni del nostro Veneto, che in fatto d’eccellenze enogastronomiche, non manca di nulla.
Bellissimo libro, molti ricordi, grande didattica e tanta cultura.
Pierantonio Braggio

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