Valdegamberi (lista ZAIA): “Dopo aver distrutto la Popolare di Vicenza e Veneto Banca lo Stato manda al massacro le BCC venete. Create piuttosto un asse con il Trentino!”

di admin
"Una grande opportunità per le Bcc venete" Così viene presentata dallo Stato la normativa che prevede l'accentramento a Roma dei capitali delle BCC venete ( molte delle quali con i soldi e in regola più delle altre con i parametri della BCE). Ma l'operazione  sta trovando i primi oppositori che perònon trovano spazio sui media…

Alcuni consiglieri di banca, amministratori locali, stanno provando a reagire per
impedire che dopo aver fatto fallire le due banche venete mentre altre realtà sono state salvate
salvando anche gli azionisti (vedasi il Monte dei Paschi di Siena). E’ di questi giorni la notizia che si stia rivedendo la soglia degli 8 miliardi dell’attivo, superati i quali vi è l’obbligo di trasformazione le banche cooperative in spa. Perché? Perché prima questa soglia  stabilita ad hoc per punire le due banche venete ora "mette a rischio" anche le banche "amiche" di Bari e dell’Alto Adige. Cosa si può fare di meglio per salvarle dalla catastrofe in cui hanno gettato le banche venete se non innalzare i parametri a 30 miliardi dell’asset aziendale per sfuggire l’obbligo di trasformazione?? 
Leggi "ad bancam", è proprio il caso di dirlo. Nel caso delle BCC qualcuno aveva proposto un
referendum interno per vedere se i soci sono d’accordo, ma direttive superiori hanno
tassativametne vietato di farlo. I soci a cui si prendono i soldi non devono parlare ora. Eppure,
dopo che si è visto che i soldi dei soci delle banche altoatesine resteranno ai soci di quel
territorio, si sta cominciando a capire che la nuova normativa prevede e consente la nascita di
un gruppo bancario a valenza locale. In questo gruppo bancario possono stare le nostre BCC così
che i capitali versati dai soci restino ai soci. Questi, se vedono che la banca non va bene
potranno, anche cedere le quote e se invece la banca va bene potranno farsi remunerare il
capitale ben più di quello che ora accade. Ovvio che se invece si portano i soldi nel calderone
nazionale ciò non potrà capitare. Ora gli unici beneficiari sono i dirigenti nazionali, qualche
funzionario che spera di farsi amico il potente di turno, che si tratterranno grandi risorse e
potranno dirottarle la dove interessa più a loro. Anche, forse, qualche ingenuo crede alla favola
del buon samaritano nel mondo della finanza, io non l’ho mai vista applicare. In finanza vale il
famoso articolo quinto, “chi ha i soldi ha vinto”, sempre!. Forse qualcosa sta cambiando,
qualcuno ha capito che che se lo possono fare i bolzanini  allora banche come quella di Verona o
quella della Valpolicella- Benaco, che sono inserite nel miglior tessuto produttivo d’Italia, con
parametri doppi del richiesto, possono resistere e fruttificare. Sta partendo un progetto di banche
trentine che vogliono accorparsi, ecco che i soci veronesi hanno una opportunità: possono
aderire al progetto di banche trentine associandosi e mantenendo il controllo pieno delle loro
quote e di conseguenza delle loro banche. Da tempo io sollecitavo questa forma di
aggregazione prevista dalla legge, che sottraendo alla capogruppo romana i nostri capitali non
più sottoposti obbligatoriamente al controllo e direzione dei politici a Roma tutela il territoro che
sappia organizzarsi. I nostri piccoli banchieri potranno assumersi la responsabilità di guidare i
finanziamenti alle nostre imprese valorizzando il territorio che in un secolo ha prodotto questi
capitali rispondendo ai soci e non ad una commissione centrale , che sa più di partito che di
economia. L’invito che faccio è BCC aggregatevi alle banche trentine e non ascoltate gli infausti pronostici delle "sibille romane"  o le allettanti proposte delle "sirene capitoline".

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