Nuova call-to-action

QUANDO “RUBARE” NELLE BANCHE E’ LECITO . VERONESI SVEGLIA!

di admin
Il sistema bancario in generale non gode certo di buona salute. A Verona le nostre gloriose istituzioni finanziarie che nel passato hanno fornito ricchi posti di lavoro e grandi potenzialità al tessuto economico complice la noncuranza della gran parte dei soci sono finite molto male.

Una volta tanto diamo la colpa a quei soci, tantissimi, che se ne fregano e chiediamo loro di assumersi le responsabilità di chi ha dei talenti che non vanno sprecati , a chi pensa e spera che investendo quattro soldi risparmiati ( o anche di più) in una realtà finanziaria e poi non se ne cura mai tutto fili liscio. Troppi sono gli interessati in ballo che si scatenano con voglie indicibili di appropriarsi di questi facili soldi. Verona era un polo finanziario di riferimento per l’Italia e l’Europa, abbiamo perso la Cassa di Risparmio ricchissima e potentissima, è praticamente sparita la Banca popolare di Verona che dopo infiniti giri è approdata a Milano. Colpevoli di queste scelte da additare al pubblico ludibrio non ce ne sono, ovvero ci sono i soci che ingenuamente hanno approvato le proposte che con scuse e giustificazioni amministratori poco previdenti hanno proposto . Più di una volta in assemblee pubbliche di queste banche ho detto che questo sarebbe stato lo sfacelo, ho anche suggerito soluzioni, ho ricevuto molti applausi e sostegno morale, ma la paura di mostrarsi contrari verso i potenti di turno ha prevalso, ed ecco allora dipendenti votare a favore della propria umiliazione futura sperando ingenuamente come adulti di non venir toccati ( ricordate il libro del bambino” Io speriamo che me la cavo”. Ed ora di nuovo! C’è una legge il cui spirito non è malvagio, che va a riordinare quanto di peggio è stato fatto nel mondo delle BCC, le banche di credito cooperativo. Il fatto è che l’attuale situazione causata da molti elementi (esogeni ed endogeni al sistema) è difficilmente sostenibile. Le soluzioni previste sono diverse, vanno dalla tutela delle banche Altoatesine sul modello tedesco, mentre lasciano alle altre banche la scelta di accentrare tutto a Roma o di farsi parti attive e divenire una realtà locale importante che consenta a quanto rimane della BCE, prima che salti questo euro, di non spazzare via tutto o come è successo in pochi casi. Il fatto è che alcuni amministratori (presidenti di banca e consiglieri) e taluni dirigenti hanno fiutato l’affare personale e, a discapito degli interessi dei soci , procedono lancia in resta a consegnare quanto le briciole del risparmio veronese nelle voraci fauci del sistema romano. E’ un ennesimo furto legalizzato che subiamo come veronesi, i milioni di euro che anni di lavoro e di sacrifici , saranno volatilizzati e inseriti nel calderone nazionale dove se tutte le nostre banche sono di ottimo livello perchè frutto di un tessuto economico sano, moltissime banche locali in giro per l’Italia sono da chiudere. Si adotta per i soldi, che ricordo sono per i più religiosi taluni lo sterco del diavolo, un presunto principio di solidarietà, dove gli unici a guadagnarci sono le pochissime persone che sostengono questa politica. L’ordine è di non disturbare i soci spiegando loro quello che stanno facendo, ovvero dire che quello che si vuole fare è l’unica cosa da fare. In tal senso è andato il convegno della Banca di Verona , dove senza alcun contraddittorio e con il battimani di rito è passato il concetto che farsi togliere i soldi è bello. E le altre banche del territorio che fanno? I soci sono stati interpellati su questo fatto? E’ come se a casa vostra uno vi togliesse il portafogli pieno di soldi dicendo : Buono te lo custodisco io, quando hai bisogno chiedi che se posso di darò un po’ dei tuoi soldi!! Riunioni con i soci non pilotate niente, referendum tra i soci neanche a parlarne, ed i piccoli imprenditori artigiani che non troveranno più la banca del territorio tanto sbandierata?
Se volete, scrivete al nostro giornale che si farà carico di pubblicizzare al massimo la scelta, almeno che in molti siano coscienti di quanto accade, è ora che in ogni bcc veronese, i soci e tutti gli interessati, anche istituzioni come l’Università e politici intelligenti, intervengano. Occorre agire prima di subire questa ennesima beffa, e si uniscano, come la legge prevede, superando gli interessi di pochissimi e richiedano con forza che i soldi dei veronesi rimangano sul territorio gestiti e indirizzati da chi li ha prodotti; bisogna evitare che i sacrifici ed il merito siano annullati da pochi ingenui che con la clap asseriscono e da qualche amministratore che non vede più in là del proprio giardino.

Condividi ora!