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BANCA DI VERONA AFFRONTA LA RIFORMA DEL CREDITO COOPERATIVO PARTENDO DAI DATI SCIENTIFICI E PUNTANDO SULLA SUA SOLIDITA’

di admin
Banca di Verona Credito cooperativo di Cadidavid porta nell'animato dibattito in atto all'interno del mondo delle Bcc dati sui quali riflettere.

Mentre la riforma del credito cooperativo prosegue nel suo iter normativo – dopo l’approvazione della legge avvenuta lo scorso aprile si è in attesa delle disposizioni attuative, che erano già state poste in consultazione la scorsa estate da parte di Banca d’Italia – nel movimento coorperativo nazionale c’è un continuo confronto. Molte Bcc, in vista dell’adesione obbligatoria ad un gruppo bancario cooperativo, stanno valutando ipotesi aggregative. Banca di Verona, forte dei suoi ottimi risultati e della sua costante solidità (ha un cet1 pari 23,53%), ma anche consapevole delle notevoli ricadute per la banca e per i suoi clienti e portatori di interessi delle scelte attualmente in discussione, ha deciso di valutare le conseguenze della riforma partendo proprio dal territorio e dai suoi abitanti. Ha pertanto affidato al Consorzio Universitario di Economia industriale e manageriale (Cueim) di Verona una ricerca volta ad analizzare sia il profilo socio-economico attuale della provincia veronese, sia le aspettative dei suoi abitanti in termini di servizio bancario.
La ricerca, che ha vissuto questa settimana un nuovo passaggio in qualche maniera pubblico, con un nuovo incontro con rappresentanti del mondo dell’imprenditoria, delle professioni e del lavoro, riporta al centro le persone. I suoi primi risultati evidenziano molti aspetti interessanti. In particolare, la centralità della relazione fiduciaria nel rapporto bancario e l’importanza dell’agire etico. I cittadini, insomma, riconoscono il ruolo essenziale della banca territoriale, sia per la sua funzione di agente di sviluppo per la comunità, sia per la vicinanza, non solo fisica, alle persone. Alla ricerca hanno partecipato enti economici, associazioni di categoria, dei consumatori, del volontariato, imprenditori ed ordini professionali, che sono stati coinvolti dal presidente Giovanni Bertagnoli e dal direttore Valentino Trainotti in più focus Group, durante i quali hanno potuto esprimere le proprie considerazione e le proposte per la ridefinizione del ruolo della banca locale alla luce delle novità legislative che la riguardano.

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