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A Montecchia di Crosara, festa per 5 varietà di Monte Veronese.

di admin
Il formaggio della Lessinia in alta degustazione, bagnato da Soave e da Durello.

Dobbiamo alla “Strada del vino Soave” – sempre attiva e pronta a proporre alta qualità – un’interessante considerazione, sulla quale, crediamo, pochi amici e degustatori del “Monte Veronese” si sono, nel tempo, soffermati. Vero è che con le chiacchere non si combina nulla, ma, è anche vero che per degustare bene, è ottima cosa sapere il perché di certe denominazioni e come e dove, gli alimenti, di cui ci nutriamo, vengono prodotti.
Quando si dice “Monte Veronese”, si può pensare che “monte” voglia indicare un rilievo, un monte, sul quale pascolano vacche – stabulazione libera in montagna – con il latte delle quali, si produce, con particolari attenzioni, il formaggio di Lessinia, il quale porta tale denominazione. In effetti, tuttavia, “mónte” è, voce del dialetto veronese, settore caseario, participio passato femminile e plurale del verbo veronese “mónsar”, ossia, “mungere”. A detto femminile “mónte”, corrisponde l’italiano “munte”, participio passato femminile, appunto, di “mungere”. Quindi, “mónte” sono le mucche, che hanno dato il loro latte… Ci ha dato lo spunto interessante per queste brevi e semplici considerazioni il festoso annuncio, che segue e che propone un interessante degustazione del noto formaggio “Monte Veronese”, che viene prodotto, dicevamo, sui nostri monti, i veronesi Lessini. L’annuncio: Il nome del Monte Veronese deriva dalle due mungiture (monte, in dialetto veronese) consecutive di latte di vacca con cui viene prodotto – questa importante frase ci ha dato lo spunto per le considerazioni, di cui sopra… Tutelato dal Consorzio (www.monteveronese.it), il formaggio viene fatto in due tipologie, latte intero e d’allevo. Il primo, la cui maturazione avviene da 25 a 30 giorni, è un formaggio da tavola dalla pasta semicotta, ha un gusto delicato e una dolce scioglievolezza in bocca. I sapori ricordano il latte appena munto, la panna e il burro fresco. Quello d’allevo è un formaggio a pasta semicotta prodotto con latte parzialmente scremato, la cui stagionatura si protrae per un minimo di 90 giorni nella versione da tavola e per un minimo di un anno, se usato da grattugia. Al gusto, ha un sapore deciso e saporito, ricorda il burro maturo e le nocciole. Esiste anche il Monte Veronese d’allevo, prodotto esclusivamente con latte di malga, raccolto da vacche in alpeggio, nel periodo che va da maggio a ottobre (Presidio Slow Food). Il Monte Veronese Dop – denominazione d’origine protetta – sarà declinato in un gustoso menù ideato da Fabrizio Tregnago che, insieme alla sorella Daniela, conduce lo storico ristorante albergo ‘Tregnago 1908’, a Montecchia di Crosara (via Campitelli 1, tel. 393-3506400). Momento clou della serata sarà la degustazione guidata da Giovanni Roncolato, del caseificio La Casara di Roncà, che per l’occasione ha selezionato 5 formaggi: Monte Veronese latte intero, Monte Veronese d’allevo mezzano, Monte Veronese d’allevo di Malga (24 mesi), Ubriaco al Durello, Blu di Capra, il tutto abbinato a confetture e miele. La degustazione sarà preceduta da timballo di zucca con fonduta di Monte Veronese, risotto mantecato al vino Lessini Durello e gelato al Monte Veronese e seguita da fritto d’allevo, 3 mesi, con mostarda di mele nostrane e spinacino fresco, torta all’uva Garganega (costo 35 euro a persona). I vini della serata sono prodotti dalla famiglia di Patrizia Niero, titolare di Corte Moschina, cantina che si trova a Roncà, in una villa padronale veneziana immersa tra i vigneti. Prenotazioni presso: Strada del vino Soave, tel.: 045-7681407.
Anche la tavola, quindi, è motivo di cultura: nel nostro caso abbiamo saputo il perché di “mónte” e che di “Monte Veronese”, ve ne sono più tipi, prodotti con procedimenti diversi, che, ora, conoscendoli meglio, gusteremo con più attenzione e piacere, grazie anche a quanto ci diranno, in merito, Fabrizio Tregnago e Giovanni Roncolato.
Pierantonio Braggio

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