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Referendum di fine anno…

di admin
I cittadini democraticamente decideranno.

Renzi, cui non si può negare d’essere rinnovatore – non siamo né di destra, né di sinistra, ma possiamo dire d’avere perduto troppo tempo nell’inconcludenza, avendo seguito, per sessantaquattro anni, le tristi vicende della politica italiana – ha portato aria nuova, qualcosa ha fatto, ha innovato e ha dimostrato che la politica italiana, tralasciando chiacchere, polemiche e risse, può costruire. Matteo avrà pure difetti, ma ha portato del nuovo, poco, ma l’ha portato. Ha fatto quanto ha potuto e fa come può. Se dicessimo il contrario, diremmo bugie. Il suo qualcosa ha in sé le leggi, che saranno sottoposte a referendum, verso fine anno. Fra esse – andrebbero spiegate meglio ai cittadini! – alcune ridurrebbero radicalmente la spesa pubblica e altre originerebbero un nuovo metodo di conduzione politica, se non andiamo errati, il quale garantirebbe quel minimo di stabilità governativa, assolutamente necessaria, comunque, ad un migliore sviluppo del Paese. Un contenuto, quello da sottoporre a referendum, da molti, non considerato positivo, ma che, comunque, dev’essere esclusivamente diretto al bene della società e non dei partiti. A questo punto, si tratta di sapere: a) non positivo, esclusivamente, per il bene dei cittadini, o, b) non positivo, per altri motivi, che nulla hanno a che vedere con gli interessi del Paese? Certamente, Renzi, con le nuove leggi già in vigore (di riforme, ne occorrono altre e si parla di riforme ‘avviate’) e con quelle da sottoporre a referendum, ha inteso di fare il bene della società, che, in fatto, di nuove norme, moderne ed attuali, ha grande bisogno. Le stesse conterranno pure difetti, ma, realtà è che sono viste bene sia dall’ambasciatore americano, a Roma, John Phillips, e, quindi, in America, e dalla stessa Angela Merkel, e, quindi, in Germania, i quali, crediamo, di leggi e di economia, se ne intendano. Evidentemente, tali due personaggi sapranno bene, quindi, cosa dicono e non pensiamo che auspichino il male per il nostro Paese. Semmai, vedrebbero bene ulteriori riforme… Certo, spetta ai cittadini di decretare la bontà, la validità di dette leggi, cittadini, che, in merito, dovrebbero venire più dettagliatamente informati. Non dev’essere certo l’estero a dare il consenso alle nostre leggi, ma non crediamo che le affermazioni dei due autorevoli personaggi citati costituiscano interferenza negli affari interni italiani. Un parere. Anche perché la cosa crea preoccupazione non tanto nei cittadini, ma, soprattutto, nei partiti, secondo i quali, le affermazioni d’approvazione, americana e tedesca, potrebbero fare portare un sì nell’urna, tale da essere di danno ai partiti contrari stessi. Tra parentesi: alla riduzione dei senatori a cento, meglio sarebbe stata l’eliminazione completa del senato… Ora, la domanda: tali partiti, dalla posizione negativa, sono preoccupati effettivamente per un possibile, futuro male per il Paese, che potrebbe derivare da un eventuale sì, o temono la perdita d’un qualcosa, che potrebbe, diciamo, potrebbe, comportare per loro il sì stesso? Il dubbio sorge dall’ascolto dei vari telegiornali, dai quali appare evidente la lotta profonda fra partiti e nei partiti, lotta, che dispiace dirlo, sembra più spettacolo, che attenzione alle esigenze nazionali del momento. Esigenze, come quella della riduzione della pressione fiscale, che sono molto più importanti del fare il possibile per detronizzare un presidente – oggi, Renzi – così come è sempre stato, in passato, nella politica di questo povero Paese. Almeno, avessimo in prospettiva un personaggio sostitutivo, provvisto di un costruttivo programma, serio e di massima garanzia… Pensiamo anche che, in settant’anni di repubblica, una volta caduto Renzi, saremmo, sì pur sempre in democrazia, ma anche al sessantaquattresimo governo, quasi uno l’anno… Sarà democrazia, ma, non tale da garantire all’Italia quella stabilità, che le è dovuta e che molto incide sullo sviluppo economico e sociale.
Pierantonio Braggio

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