Per un ulteriore, immediato e pratico sollievo nel Centro-Italia, colpito dal terremoto. Costruttiva proposta del Veneto al Governo: assegnare ad ogni Regione un paese o una cittadina da ricostruire.

di admin
Un’iniziativa lodevole e pratica: ogni Regione s’impegni a ricostruire un paese o una località, danneggiati dal sisma, nl Centro-Italia, riportando tranquillità negli animi dei nostri concittadini, così pesantemente colpiti. Ogni Regione provveda autonomamente ed automaticamente, mobilitando i propri tecnici e mezzi, contribuendo, in tal modo, a ricostruire sollecitamente e con il massimo rigore, in fatto…

Di seguito, la proposta di Regione Veneto, a cura dell’assessore a Protezione Civile, Bottacin: “Dateci un Comune, un centro, una frazione e il Veneto si occuperà di tutto quello che serve alla comunità che lì risiede, fino a quando la vita tornerà alla normalità e non ci sarà più bisogno della nostra presenza”.
E’ l’offerta di adozione di un paese, tra quelli quasi completamente distrutti dal recente, terribile terremoto, avanzata dall’assessore regionale veneto alla Protezione Civile, Giampaolo Bottacin, ai rappresentanti del Governo, nel corso della Conferenza delle Regioni, svoltasi oggi, in seduta straordinaria a Roma, per definire il coordinamento degli aiuti alle zone, colpite il 24 agosto 2016 scorso.
Bottacin ha assicurato al capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, al ministro per gli affari regionali, Enrico Costa, e al commissario designato per le zone terremotate, Vasco Errani, che il Veneto, “con la stessa logica della colonna mobile, che è autonoma e autosufficiente”, può occuparsi di uno dei Comuni che vuole risorgere dalle sue rovine. “Possiamo trasferire e attivare in loco – precisa l’assessore – servizi, strumenti e competenze, per far sì che la popolazione non sia costretta ad abbandonare, in questa impegnativa fase della ricostruzione, i luoghi nei quali vuole vivere: dalle cucine alla farmacia mobile, dall’istruzione all’assistenza sanitaria e psicologica, dalle diverse attività tecniche finalizzate alla riedificazione degli immobili, agli interventi veterinari per il settore zootecnico, oggi in grande sofferenza. Un vasto spettro di tipologie d’intervento, reso possibile dagli accordi e dalle convenzioni, che abbiamo stipulato con vari Ordini professionali del Veneto. Se a ogni Regione, che vuole dare il proprio aiuto verrà assegnata un’area, della quale dovrà occuparsi totalmente – conclude Bottacin – ritengo che le popolazioni, oggi angosciate dal dolore, dalla paura e dall’insicurezza, che incombe pesantemente su di loro, potranno guardare al futuro con più speranza”. Una proposta molto positiva, atta a trasferire al morale dei Colpiti forza e sostanziale speranza di ritorno, in breve, alla normalità. Questo propone, dunque, Regione Veneto, da quella Venezia, che, nel 1902, immediatamente, dopo il crollo del Campanile di San Marco – la cui erezione cominciò nell’anno 911 – sentì esprimere, da parte dell’allora sindaco Filippo Grimani, le quasi studiate parole, per le quali il campanile doveva risorgere, al più presto come era, dove era…! Ecco: aiutiamo a fare rivivere, abbreviando i tempi il più possibile, il Centro-Italia, curando una grave, profonda ferita, e riportando la necessaria pace negli animi e nelle famiglie. Importante, nel comunicato riportato, anche il cenno al settore zootecnico e, quindi, indirettamente, all’agricoltura, che fornisce di che vivere; cenno, che fa pensare anche alle imprese in generale, che, per riprendere la loro attività e dare lavoro, abbisognano di prontissimo intervento. Pierantonio Braggio

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