Valdegamberi: “La Risoluzione veneta contro le sanzioni alla Russia e per il riconoscimento della Crimea fa scuola in Italia ed in Europa”.

di admin
La Risoluzione veneta per il riconoscimento della Crimea e contro la fine delle sanzioni alla Russia ha aperto una breccia non solo in Italia ma anche all'estero. Sia la regione Lombardia che la Liguria hanno inserito all'ordine del giorno dei rispettivi consigli regionali un testo analogo a quello approvato nel Veneto.

La camera alta del parlamento di Francia (Senato) mercoledì 8 giugno si è rivolta al governo del paese, con la richiesta di chiudere gradualmente le sanzioni economiche imposte dall’Unione Europea contro la Russia. La Risoluzione francese è stata approvata da una larga maggioranza dell’assemblea legislativa. Manca all’appello ora il Parlamento italiano. I danni all’economia veneta provocati dalla decisione dell’ Unione Europea di sanzionare la Russia, decisione condivisa dal governo Renzi, non sono  per nulla accettate dagli operatori economici del veneto anche perchè ritenute prive di giustificazioni. La questione della Crimea dovrebbe essere rimessa alla decisione dei suoi abitanti come lo è stato per il, Kosovo. Ma così non è. L’Europa volendo punire la Russia non si accorge che sta punendo se stessa: il rallentamento della crescita economica, soprattutto nelle regione del nord-est italiano è in buona parte la conseguenza di queste scelte scellerate. Il mercato della federazione russa è lo sbocco naturale della nostra economia e questo isolamento è non solo ingiustificabile ma anche dannoso. Mi auguro che anche dal Parlamento Italiano, oltre che a preoccuparsi dei matrimoni gay,  richiami alle sue responsabilità il premier Renzi a cui molte aziende venete vogliono presentare il conto dei danni subiti dalla sua dannosa politica internazionale.

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