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“Giornata del Ricordo” 2016, alla Gran Guardia, Verona.

di admin
In un salone affollatissimo, ricordati il Trattato di Parigi del febbraio 1947, il terrore titino in Istria e Dalmazia, le vittime delle “foibe” e l’esodo di oltre 350.000 italiani. Rappresentazione celebrativa teatrale ad hoc della Compagnia Dopolavoro Gino Franzi, Verona.

                Per vivere coscientemente in democrazia e in libertà, non si può trascurare di conoscere la propria, la nostra storia. Quella della quale vogliamo parlare è semplicemente terribile. Pensiamo a quanto accaduto agli italiani di Istria e di Dalmazia, dopo la firma del Trattato di Parigi del 22 febbraio 1947, con le derivanti pesanti condizioni. In seguito alle quali, l’Italia dovette cedere le citate Istria e Dalmazia all’allora Jugoslavia. I relativi abitanti italiani, tutti innocenti, furono terrorizzati dal comunismo titino: circa 5000 furono “infoibati” e 350.000, furono costretti a sottrarsi al terrore dello stesso, abbondonando le loro terre natali, in condizioni oltremodo dure e pessime, avviandosi verso il Continente, dove trovarono, al loro arrivo, purtroppo, non la dovuta comprensione, ma acerba ostilità. Non solo: furono riuniti in ben 120 centri, sparsi in Italia – uno si trovava anche a Verona – con condizioni di vita indicibili ed umilianti… Tali centri si trasformarono, per molti e, con il trascorrere del tempo, per molti anni, in impossibile, ma unico, luogo d’abitazione… Hanno ricordato ai giovani – che devono conoscere sì il bello del presente, ma anche il dolore del nostro passato, dovuto al triste periodo della collaborazione della dittatura fascista con il nazismo, causa prima delle disgrazie in parola – le “foibe” ed i loro orrori, nonché l’abbandono forzato d’Istria e di Dalmazia, da parte dei nostri Fratelli, le straordinarie parole del prefetto, Salvatore Mulas; del sindaco, Flavio Tosi e della presidente del Comitato di Verona dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia – organizzatrice della manifestazione in parola – Francesca Briani. Un grande contributo al “ricordo” è stato apportato pure dalla Compagnia teatrale Dopolavoro Gino Franzi, Verona, www.ginofranzi.org, che ha egregiamente proposto il lavoro “Sangue morlacco. L’ultimo volo di Gabriele D’Annunzio”, ideato da Stefano Modena e accompagnato da una testimonianza di Anna Rismondo, esule da Rovigno d’Istria. La manifestazione, tenutasi il 22 febbraio 2016, ha avuto momenti, creatori d’alta, vera commozione, momenti, che siamo lieti siano stati proposti alla gioventù veronese, onde la stessa conosca quelle vere verità, che, per motivo politico, sono state, per decenni, taciute e, quindi, mai fatte conoscere, mentre i Fratelli istriani e dalmati sono stati gravemente privati di dignità, della loro terra e, molti, senza numero, della stessa vita.
Pierantonio Braggio

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